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Gioco di squadra. La conferenza stampa di Draghi indetta per mettere le carte in tavola sull’ ultimo decreto criticato e per certi aspetti mal digerito, soprattutto dalla frangia dei no vax disposti anche a morire e’ gia’ accaduto in nome di un’ideologia che come pegno chiede la vita.

I giornalisti presenti non hanno brillato nei loro interventi, si parla talmente tanto tutti i giorni che quando si e’ in presenza del Capo del governo risoluto come sempre e non disposto a concedere piu’ del consentito gli interlocutori appaiono un po’ sbiaditi. Prudenza, fiducia, unità, cosi’ ha esordito il Presidente , sereno, precisando che la linea politica del.suo governo e’ diversa da quella che lo ha preceduto. Ci sforziamo, ha detto, nonostante l’emergenza di minimizzare gli effetti sociali, economici che affliggono il Paese, la pandemia fa la parte del leone, ma la vita deve andare avanti.

Oggi primo giorno di scuola scelta a lungo meditata, in presenza , nonostante le criticità, i casi positivi di insegnanti assenti , pochissimi rispetto al 90% vaccinati per scelta responsabile. Draghi ha passato la palla a Locatelli coordinatore del comitato scientifico per spiegare le motivazioni dell’obbligo vaccinale agli over 50. Nessuna dittatura, la Costituzione prevede che il Parlamento in casi di emergenza decida in difesa della salute pubblica.

Omicron corre veloce abbiamo superato i 2 milioni di contagiati, in una settimana potremmo toccare i 3 milioni, ecco perche’ l’Italia dei colori sta cambiando, Locatelli con molta sicurezza ha spiegato che il vaccino e’ l’unica arma che abbiamo per controllare il virus. Speranza ha mostrato un disegno molto più efficace delle parole per far vedere cosa succede a chi rifiuta il trattamento e cosa a chi lo accetta e si tutela.

Qualcuno tra i giornalisti ha giocato la carta del trabocchetto, Draghi non ci e’ cascato ha risposto alle domande cui in presenza ha accettato di replicare, nessuna richiesta sul Quirinale. I più ostinati hanno insistito spingendolo sul terreno di una probabile crisi di governo tra due settimane quando la discussione sul Colle sarà inevitabile. Il Presidente senza scomporsi ha ricordato le difficoltà di navigare in mare aperto con contendenti diversi , ma e’ il risultato che conta e il governo lo porta a casa ogni giorno.

La legge di bilancio approvata, i ritocchi con scostamenti per venire incontro alle esigenze, solo con la discussione anche vivace possiamo migliorare lavorando per il bene del Paese. Un gioco di squadra con un titolare Draghi per nulla indebolito , come hanno fatto notare alcuni osservatori negli ultimi giorni, convinto per maturata esperienza che insieme si vince.