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Jannik Sinner è attualmente al centro dei riflettori e argomento preferito di tecnici e commentatori dello sport con la racchetta per eccellenza.

Non sorprendono, dunque, le continua analisi circa la sua preparazione atletica in ragione dei tanti infortuni che l’altoatesino ha dovuto affrontare da inizio stagione. Prima il Covid, poi le vesciche e ancora l’anca, per finire con il ginocchio. Questa serie di problemi fisici hanno costretto il 20enne a numerosi ritiri, l’ultimo dei quali è avvenuto al Roland Garros. Qui Jannik, visibilmente sofferente, ha lasciato il campo Suzanne Lenglen coprendosi il viso con un asciugamano e ‘regalando’ così i quarti di finale ad Andrey Rublev.

In seguito all’ennesimo forfait del n. 13 del ranking mondiale, in molti hanno supposto che la tenuta fisica del tennista fosse dovuta ad una inadeguata assistenza da parte del suo team. Questa, in effetti, è stata l‘analisi dell’ex fisioterapista dell’atleta azzurro, Claudio Zimaglia. Avendo seguito Sinner nel periodo in cui l’azzurro era assistito dal team di tecnici del Piatti Tennis Center, l’osteopata dell’ATP ha detto: Il suo problema non è fisico, come ho sentito dire persino da lui, perché Jannik ha un fisico forte, ma bisogna conoscerlo e allenarlo di conseguenza. Il guaio è stato non fare la preparazione, che è la base di tutto.

“Le vesciche, che hanno costretto Jannik al ritiro al Miami Open, erano già comprese a Vienna nel 2020. Scoperto che il motivo era la conformazione particolare del suo piede, inserimmo delle protezioni e le vesciche non si erano più presentate. In tre anni con noi (con il team Piatti) di problemi ne ha avuti pochissimi e sono stati tutti risolti. Altro che fisico fragile“.

Due giorni dopo le dichiarazioni di Zimaglia, ecco che Jannik Sinner si trova ad affrontare un ulteriore cambiamento nel suo staff tecnico. Solo a marzo infatti l’altoatesino aveva preso la difficile decisione di allontanarsi dal coach Riccardo Piatti per divergenze di carattere personale, scegliendo di farsi seguire dall’ex tennista Simone Vagnozzi e dal suo staff. Al suo interno, oltre al preparatore atletico Davide Cassinello, vi era anche il fisioterapista Paolo Cadamuro, il quale ha oggi annunciato che non seguirà più Sinner.

Cadamuro ha reso nota la notizia tramite un messaggio pubblicato sul suo account Twitter che recita: “È stata un’esperienza fantastica! Jannik ti faccio un grosso in bocca al lupo per il resto della tua carriera”.

La motivazione risiede in un problema di salute del terapista, che su Instagram ha pubblicato:

La separazione non è quindi legata ai recenti infortuni del 20enne di San Candido, sul quale l’ex tennista Paolo Bertolucci ha le idee abbastanza chiare. In una intervista rilasciata in esclusiva a OA Sport, ha espresso la sua opinione circa la tenuta fisica dell’azzurro. Secondo Bertolucci: “Molti di questi infortuni sono nati dal non aver fatto la preparazione. Con l’infortunio che ha patito al Roland Garros e un Wimbledon che non assegna punti, poteva essere il momento di fermarsi, fare una preparazione e poi tornare per il cemento americano”.

Poi, sul futuro di Sinner nel circuito ATP, il ‘Braccio d’oro’ pensa: “Migliorerà nelle sue carenze attuali: gioco a rete, servizio, rovescio in back. Tra 2-3 anni vedremo un’altra versione di Sinner. Per me sarà uno dei protagonisti dei prossimi anni. Per gli Slam sarà uno dei candidati a vincerli. Non ho grossi dubbi che prima o poi Sinner arrivi in top5: una volta lì, puoi diventare n.1, 2, 3 o 4 è una questione di dettagli“.