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la Cina fa pressione su Israele per evitare che la guerra si estenda anche a sud sulla città di Rafah.

In una nota del portavoce del ministero degli esteri cinese si legge “Chiediamo a Israele di fermare le operazioni militari il prima possibile, di fare tutto il possibile per evitare vittime tra civili innocenti e prevenire un disastro umanitario più devastante a Rafah”.

La Cina si aggiunge ad una serie di paesi che mostrano forte preoccupazione per una escalation nel sud di Gaza. Anche perché Rafah era stata indicata come zona sicura proprio da Israele.

Nel territorio della città ci sono oltre 1, 3 milioni di sfollati provenienti da altre aree della Striscia. Vivono in condizioni precarie. Non sanno dove andare: più a nord si bombarda incessantemente, più a sud c’è il confine con il Sinai egiziano che è precluso ai palestinesi. In queste condizioni è difficile stabilire un corridoio di evacuazione sicuro.

Un piano per la loro sicurezza lo chiedono a gran voce gli americani e non solo. E Rafah è anche oggetto di forte tensione tra Biden e Netanyahu, potrebbe essere un ulteriore motivo di raffreddamento delle relazioni tra i due. Metterebbe anche mettere in serio pericolo i colloqui per giungere ad una tregua per riportare a casa gli ostaggi.

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