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Manteniamo vive le antiche tradizioni. Un’antica e bella tradizione è quella della “Quarantana”, antico “calendario” quaresimale. La Quarantana, è una pupazza o una bambola generalmente vestita a lutto per la morte del marito o fratello Carnevale

Nei giorni di lunedì e martedì grasso, il signor  Carnevale ha sperperato tutti i suoi averi morendo di ingordigia e lasciandola povera, e così lei si veste di nero ( mercoledì delle ceneri) e si poggia fuori dal  balcone o dalla finestra, con una patata ( tonda come il mondo, povera ma resistente al tempo, e cresce sotto terra) a cui sono infilate 7 penne (7 domeniche che mancano per la Pasqua) di gallina ( la compassione di Cristo, la protezione e la fecondità), con un conocchia o un fuso tra le mani ( il trascorrere del tempo e l’ ingegno femminile);  dal Mercoledì delle Ceneri fino alla Domenica di Pasqua, in alcuni paesi fino al Sabato Santo. 

Questa è una  tradizione antica che sta andando quasi in disuso nelle nostre città, ma è ancora presente nei paesi contadini in cui si portano avanti le vecchie tradizioni, quasi sempre dalle vecchie nonne. A inizio Quaresima la Quarantana, si presenta con una patata ai suoi piedi infilzata da 7 penne che col trascorrere delle settimane vengono sfilate, una ad una, le sette penne infilzate nella patata scandiscono le sette settimane di attesa dall’inizio della Quaresima fino a Pasqua. 

Contando le penne si calcolano il numero di domeniche che ci separano dai giorni di festa pasquali. Lo scandire del tempo è rappresentato anche dalla laboriosità della donna che utilizza il fuso e la conocchia. Ogni paese ha la sua “Quarantana”, ognuna con un nome diverso, molte per tradizione sono vestite di nero, ma ci sono paesi che la vestono con i loro abiti tradizionali colorati attendendo la Pasqua in maniera gioiosa.

La Quarantana,  può essere realizzata con bambole di plastica, come le nostre, oppure con pezze di stoffa riempite di ovatta o paglia, e vestita con materiale di recupero. Gli occhi, la bocca e il naso possono essere disegnati o ricamati. In alcuni paesi le bambole vengono ornate con collane fatte di uvetta, castagne, e fichi secchi,  sempre nel numero di sette, e vengono tolte insieme alle penne. In alcuni paesi è tradizione mettere al posto della patata un’arancia. Oggi questa usanza è quasi scomparsa, anche se è ancora viva in alcuni paesi della Penisola Sorrentina, Amalfitana, Avellino e Benevento.

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