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Il Rumore non fa bene ed il bene non fa rumore. Questa frase edita da Niccolò Castiglioni, un musicista e compositore del secolo scorso, ci fa ben comprendere quanto il bene gratuito fatto anche attraverso il rumore, al fine di ottenere conquiste di solidarietà sociale, sia avulso a questo mondo. Ed ecco che allora il popolo, quello che cerca di far rumore anche se non riuscirà mai a farlo, alla fine tende a rassegnarsi.

Per fare rumore occorrono dei buoni strumenti e soprattutto chi sia disposto ad ascoltarti, viceversa coloro che cercheranno di farlo anche se per una giusta causa, non saranno mai ascoltati poiché non considerati un popolo di élite. Ed allora succede che dinanzi ai disagi sociali, ad esempio di strade pubbliche inopinatamente chiuse da tempo per dichiarati lavori in corso divenuti eterni e che impediscono al popolo che non fa rumore di raggiungere la mattina presto il proprio luogo di lavoro, questo popolo si rassegni poiché cosa altro può fare.? Per raggiungere delle conquiste sociali, la storia ci ha sempre insegnato che occorre uno scossone delle coscienze popolari.

Spesso la scossa avviene sempre e solo quando si vive singolarmente un disagio e non anche quando questo disagio coinvolge una massa di popolo che non fa rumore. Ed ecco che allora colui il quale fa parte di questo popolo, nonostante un giorno si svegli e decida di ribellarsi per combattere una giusta causa, si troverà di fronte al seguente famoso editto pronunciato dal Marchese del Grillo ad un gruppo di popolani: ”MI dispiace ma io so io e voi non siete un c….zzo

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