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Tradizione, rispettarla è certificare l’immortalità del passato. In essa è racchiusa la dignità della coscienza di un popolo che, non riuscendo a trarre particolari ispirazioni nel presente, e non nutrendo particolare fiducia nel futuro, si rifugia spesso nel passato.

Seguendo una logica filosofica del mitico compianto Luciano De Crescenzo secondo la quale il passato non è più ed il futuro non è ancora, diventa logico pensare che il presente non è altro che un intermezzo tra le predette due fasi della vita delle quali però solo una serba una sua anima immortale quando la si rievoca e cioè quella del passato. Rispettare le tradizioni è anche una forma di negazione di quella ostentazione di anticonformismo a tutti i costi che questa società ci impone e che, con il senno di poi, ci induce a pensare che in fondo in fondo non è stato e non è migliore del passato.

La tradizione del passato ci consente di rimanere ancorati a quei valori umani e sociali da troppo tempo messi in discussione da un consumismo sfrenato a cui questa società abitua ad ispirarsi i costruttori della società futura e cioè I nostri giovani. La tradizione del passato, è invece poesia e desiderio di restare umili e razionali che ci consente di poter affermare, senza alcun pericolo di smentita, che ciò che insegna e si può tramandare è solo il vissuto e non anche il raccontato. Abbiamo rispetto delle tradizioni ed avremo rispetto della nostra storia.

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