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Per ottenere comportamenti buoni e onesti, non bastano le norme giuridiche, occorrono motivazioni sane e profonde che originano dalla voce della propria coscienza. Si può ingannare chiunque con argomentazioni e comportamenti falsi e tendenziosi, ma ciò che non si potrà mai ingannare poiché essa continuamente ci chiama, è la voce della propria coscienza.

Per ciascuno individuo non c’è giudice migliore che la voce della propria coscienza, basta solo scoprire di averla, riconoscerla ed avere l’umiltà di rapportarsi ad essa. Contrariamente alle. norme giuridiche che sono precetti che impongono delle regole di condotta, la voce della propria coscienza pur richiedendo il rispetto di tali norme, lo chiede di farlo non solo per non trasgredire, ma per essere sempre a posto con essa che a sua volta è in diretto con Dio grande ed Onnipotente Da  questo ragionamento ne consegue un’unica assoluta certezza e che cioè chiunque riconosca con scienza e di scienza di avere una coscienza, non potrà mai violare nessuna norma di alcun genere e se lo dovesse fare, sarebbe il primo,

La voce della coscienza

Contrariamente a quanto qualcuno possa pensare, ad assumersi le proprie responsabilità ammettendo le proprie colpe. Proprio nel Vangelo di oggi secondo San Matteo Gesù ci dice che se la nostra  giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, non entreremo nel regno dei Cieli, facendoci intendere che l’unico modo che ci consente questo superamento è l’applicazione e l’osservanza  della legge secondo la voce della nostra coscienza. Tutto ciò secondo l’elaborazione di questi indiscutibili concetti, ci indurrebbe a pensare che ciò sia estremamente facile, basta solo che ognuno di noi, prima di compiere un’azione o giudicare gli altri, ascolti la voce della propria coscienza. Purtroppo nella realtà quotidiana ciò non avviene per due motivi principali:

  1. Non tutti sanno di avere una coscienza
  2. Altri pur sapendo di averla non danno ascolto alla sua  voce

Se ne deduce per questo, che in tali motivazioni, sono racchiusi tutti i mali e le cattiverie di questo mondo. Chi può e sa, pertanto, non sia mai sordo all’ascolto della voce della propria coscienza, se non vogliamo che un giorno Qualcuno con la lettera maiuscola sia sordo alle nostre grida di perdono e ravvedimento, perché, come si dice, non c’è peggior sordo di chi non voglia sentire.

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