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Come è noto ai più, l’insostenibile leggerezza dell’essere, è’ un proverbio tedesco di un omonimo famoso romanzo, con il quale viene focalizzata l’imprescindibile realtà secondo la quale le azioni compiute da un individuo, anche le più nobili e produttive nel corso della propria vita, spesso risultano inefficaci se confrontate con la vita stessa. Da che mondo è mondo, l’uomo anche il più protervo, non è mai stato e mai sarà padrone del proprio destino che è nelle mani dell’unico Giudice infallibile grazie al quale viviamo su questa terra.

Sicuramente da un lato questa assenza di arbitrio del proprio destino dovrebbe favorire, in teoria l’umanità tutta, ma la storia passata e presente della nostra società ci ha dimostrato che purtroppo spesso l’uomo viola questo principio reale finendo con il voler somigliare a Dio ed agire o pensare di farlo, con gli stessi mezzi.

La dimostrazione di questo concetto è rappresentata dalle continue guerre materiali ed ideologiche  non certamente volute dagli uomini dal cuore puro, e da tutte quelle altre azioni impositive che spesso l’uomo esercita sugli altri uomini, in particolare su coloro che essendo timorati da Dio ed ispirati da sani principi etici e morali subiscono queste imposizioni spesso senza poter far nulla ed avvertendo tutta quella fragilità che promana dall’insostenibile leggerezza dell’essere, aggiungerei, persone perbene.

Quindi questa condizione di fragilità, specie nelle persone più combattive e decise nella vita, diventa, ad un certo punto, insostenibile poiché egli si rende conto che, nonostante la sua tenacia e la consapevolezza della ragione del proprio essere, non può far nulla innanzi a delle condizioni sociali che diventano per lui insuperabili ed inconfrontabili ad armi pari. Emblematica, alla luce di quanto fino ad ora sostenuto, è la seguente frase dello scrittore dell’omonimo romanzo Milan Kundera:” Non esiste alcuna certezza che Dio abbia affidato davvero all’uomo il dominio sulle altre creature. È invece più probabile che l’uomo si sia inventato Dio per santificare il dominio che egli ha usurpato sulla mucca o sul cavallo”.

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