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L’Italia delle proteste e dei vaccini. Ristori o sostegni cambia il nome, ma il risultato è lo stesso, insufficienti a colmare la voragine in cui il mondo degli esercenti è sprofondato mani e piedi. Lo scostamento di bilancio di 40 miliardi deciso dal Governo Draghi, un ulteriore aiuto che non restituisce a milioni di italiani, le vite distrutte dalle chiusure prolungate.

Libertà, libertà, il grido che incendia le piazze della protesta, in cui i soliti infiltrati senza invito giocano sporco: bombe carta, risse, poliziotti feriti. Meglio, a Piazza S Silvestro, dove dichiarazioni di rappresentanti di categoria, richieste di apertura, disperazione, hanno trovato via libera dopo tanti ostacoli. Lo slogan “Io apro” un interrogativo aperto, raccolto dal Governo sempre nel rispetto della logica dei numeri.

Chiudere e riaprire non basta più, occorre un metodo, ancora lontano, il miracolo della ripresa, non si realizza con la bacchetta magica. Insieme alla crisi economica, devastante, il caos dei vaccini, i grandi attesi della pandemia. Fa notizia la sospensione della Johnson & Johnson, atterrato oggi a Pratica di mare e subito sospeso. Astrazeneca e Johnson & Johnson due destini. Via libera alle vaccinazioni, l’unica concreta soluzione per migliorare lo status del Paese, fanalino di coda .

Chi e’ più bravo vince, la Germania tratta da sola e si è gia’ aggiudicata 20 milioni di dosi Sputnik, noi fermi a combattere con i ritardi dei contratti capestro firmati dall’Europa. Liste di attesa che si allungano, siamo organizzati per la guerra ma ci mancano le munizioni. La sospensione di Johnson & Johnson per mano dell’ America dopo alcuni casi di trombosi, un colpo di grazia inatteso, che certo non giova agli animi preoccupati.

La speranza di un’ estate in serenità sempre più flebile, ancora lontano l’obiettivo di 500.000 vaccinazioni giornaliere, cosi’ come l’idea di un Covid free, gia’ operativo in Grecia e in Spagna. Bisogna trovare il coraggio di osare, lo sappiamo tutti, la libertà costa cara.

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