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Conte si dimette, Italiani sull’orlo di una crisi di nervi. Siamo allo sfoglio della Margherita, m’ama non m’ ama, Conte se ne va, o resta? L’ incontro al Quirinale, routine costituzionale. Regista della crisi Mattarella, a Lui, il compito di dare il re-incarico, una volta accertata la fattibilità’ della maggioranza.

Tre, le ipotesi in campo.

1.Nuovo (o vecchio) Presidente del Consiglio, con la stessa maggioranza allargata con Renzi ago della bilancia?

2 Elezioni anticipate: nessuno le vuole, la poltrona eccita. Sanno bene che 7 parlamentari su 10 andranno a casa. Il Pd, punta a resistere e blinda il Quirinale pur di aggiudicarsi l’ ennesimo Presidente di sinistra.

3.Governo di unita’ nazionale, proposto da Forza Italia non entusiasma. Tajani invita ad un cambio di passo per salvare il Paese sprofondato nel pantano, con un governo che porta in dote, meno 10% del Pil e il più alto numero di morti in Europa.

Guerra dei vaccini. Un film giallo. Chi e’ il colpevole? Le tracce lasciate dalle mancate consegne, depistano le indagini. Pfizer si difende con la stessa versione: lavori di riqualificazione dello stabilimento produttivo. Qualcuno scuote la testa e azzarda, non risulta. Astrazeneca, riduce le consegne del 60%, attribuisce la colpa a ritardi di produzione.

I conti non tornano, armi affilate tra i contendenti, ognuno vanta le proprie ragioni, nessuno si assegna le colpe. All’ orizzonte, si affacciano nuovi vaccini, Sputnik? Johnson e Johnson, vaccino cinese, sotto la lente di ingrandimento dell’ Ema. Bravi gli israeliani con sei milioni di vaccinati su una popolazione di 9 milioni, pronti a sventolare a fine marzo la bandiera dell’efficienza.

La campanella dello sfratto al governo sta suonando, tutto può’ accadere, i cambi di casacca sono frequenti nella politica dell’ultimo decennio.

Fusse che fusse la volta buona.

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