• Tempo di Lettura:4Minuti

Oggi 27 gennaio è il Giorno della Memoria, importante per non dimenticare e soprattutto per approfondire. Marco Mercato, ospite della trasmissione ‘Passato e Presente’ in onda su Rai Storia e condotta da Paolo Mieli, ci ha dedicato del tempo per rispondere a delle domande. Interessanti le osservazioni dell’esperto storico, attualmento borsista presso l’Istituto Italiano per gli Studi Storici con un progetto dedicato ai padri fondatori del Pio Monte della Misericordia di Napoli.

Laureato in Scienze Storiche all’Universitá Federico II di Napoli, Marco Mercato ci spiega quali conseguenze hanno avuto, a livello sociale e non, le azioni compiute dal Terzo Reich di Adolf Hitler. Interessanti le osservazioni sulla scuola e su di un’ipotetico governo basato su principi nazisti. Di seguito l’intervista, buona lettura.

Ti consigliamo questo – “Marco Zoppo ingegno sottile. Pittura e Umanesimo tra Padova, Venezia e Bologna”

Giorno della Memoria, intervista a Marco Mercato

Si parla sempre di quanto gli eventi storici possano influenzare le generazioni susseguenti; quanto i fatti della 2a guerra mondiale hanno “marchiato” le coscienze dei post-nazismo?

“Il peso avuto è stato enorme ma penso sia necessario fare una riflessione relativa al giorno d’oggi. Non c’è coscienza se prima non c’è conoscenza. Oggi, dato che la distanza temporale con questi eventi aumenta e i loro protagonisti man mano scompaiono, si tende forse a percepirli come più lontani da noi, soprattutto per i più giovani. Oltre a ricordare i fatti in giornate dedicate, come quella della Memoria, sarebbe opportuno riflettere più spesso sul loro contesto e sulle loro conseguenze. E questo vale per qualsiasi evento storico. In questo modo conoscere la Storia è decisamente utile perché ci permette di vivere meglio senza dare mai nulla per scontato”.

C’è chi ammette che nella storia sono accadute tante tragedie ed esecuzioni di massa; cosa ha di diverso quella messa in atto dal Terzo Reich?

“Una particolarità è la pianificazione dello sterminio. Ad un certo punto non si trattò soltanto di una situazione contingente, nonostante l’odio per gli ebrei fosse già capillarmente diffuso e manifesto, ma si può parlare di un vero e proprio sistema “industriale”. Oltretutto ciò era inserito in parte nel sistema economico, giacché prevedeva anche lo sfruttamento prima dell’eliminazione. E’ giusto ricordare inoltre che la questione razziale, lo sfruttamento e l’eliminazione sistematica non riguardarono soltanto gli ebrei”.

A tuo modo di vedere, l’ereditá del pensiero di Hitler potrebbe avere un (preoccupante) posto all’interno di qualche governo?

“Penso che alcuni dei problemi di oggi non siano legati in maniera diretta al nazismo, finito nel ’45 e che oggi sarebbe ridicolo da seguire come dottrina politica. Oltre ad alcune discutibili posizioni basate soprattutto su criteri economici o riguardanti un discorso identitario, un problema con cui ci scontriamo di continuo è l’etnocentrismo; la tendenza a giudicare tutto ciò che ci circonda esclusivamente secondo i nostri criteri, come se vivessimo nel migliore dei mondi possibili e dunque fossimo legittimati a stabilire ogni cosa”.

Secondo te il tema dei diritti umani collegato inevitabilmente alla IIWW, ha lo spazio che si merita nelle scuole di oggi?

“Non so quale sia esattamente la situazione nella scuola di oggi, ricordo solo che quando andavo a scuola io si arrivasse a stento alla Seconda guerra mondiale. Vale la pena di fare una riflessione di carattere generale: a me sembra che l’istruzione sia rimasta alquanto indietro nei metodi d’insegnamento della Storia. Sarebbe ora di offrire un metodo nuovo, puntando sulle nuove tecnologie e sull’aspetto divulgativo al fine di insegnare ai ragazzi a ragionare e quindi a vivere. Ovviamente tutto questo va posto in relazione ad altri aspetti della società, innanzitutto la famiglia. La scuola non è e non deve rischiare di essere una cattedrale nel deserto”.

Ti consigliamo questo – Msf a von der Leyen: “Migranti dell’Isola di Lesbo in condizioni disumane”

Segui anche PerSempreCalcio.it