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Palermo, Italia – È iniziato stamattina il processo nei confronti del leader della Lega Matteo Salvini per i fatti di Lampedusa dell’agosto 2019. La prima udienza preliminare si tiene proprio in queste ore nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo.

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Matteo Salvini e Open Arms: i fatti

La vicenda risale al 14 agosto 2019. Oltre 160 migranti provenienti dalla costa libica, di cui molti minori, furono soccorsi dall’ong spagnola Open Arms. Entrati in territorio italiano fu rifiutato loro lo sbarco per ordine di Salvini.

Nonostante le richieste del presidente del Consiglio Giuseppe Conte di rilasciare almeno i minori presenti a bordo, il “Capitano” leghista optò per codesta soluzione solo 4 giorni dopo la richiesta, ovvero il 18 agosto. I migranti a bordo scesero altresì dall’imbarcazione dopo 6 giorni dall’arrivo della nave.

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I capi d’accusa

Matteo Salvini, difeso dall’ex ministra Giulia Buongiorno, è accusato dai magistrati di Palermo di “aver protratto la permanenza a bordo dei migranti sulla Open Arms, per le precarie condizioni, sanitarie, psico-fisiche e logistiche in cui essi versavano; ha certamente compresso in modo rilevante e dunque ‘giuridicamente apprezzabile’, la loro libertà di movimento”. Accusando de facto l’ex ministro di ‘sequestro di persone’ e ‘violazione dei diritti umani’.

“La privazione di libertà personale dei soggetti a bordo della Open Arms ha dunque assunto carattere di illegittimità, non solo in quanto inflitta in violazione di precise norme di rango primario, ma altresì in quanto non era consentita né imposta da alcuna ragione giuridicamente rilevante”, conclude la nota aprendo il processo.

Nonostante Matteo Salvini fosse “pienamente consapevole di limitare, con quella decisione, la libertà di esseri umani, comprimendo i diritti fondamentali delle persone soccorse”, decise solo dopo 6 giorni di rilasciare tutti i presenti a bordo della nave ong.

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L’udienza di oggi

Dopo aver tranquillizzato i propri fan con un tweet ironico sulla bontá delle arance siciliane, il leader della Lega si è mostrato fiducioso per il corso del processo. Tanti i sostenitori presenti davanti l’entrata principale, però delusi dall’assenza di Salvini che invece è entrato da un accesso secondario.

Il tweet del leader della Lega

Scortato da qualsiasi tipo di forze dell’ordine, agenti di polizia, furgoni blindati e corpo dei carabinieri, l’accesso in aula è stato consentito solo ad avvocati e giornalisti.

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Il punto di vista di Amnesty e Open Arms

Il gup Lorenzo Jannelli ha ammesso ogni parte civile presente al procedimento contro Matteo Salvini, come già annunciato in camera di consiglio. Le richieste valutate sono quelle di 7 migranti tra cui un minore, undici associazioni e altre parti tra cui Arci, Open Arms, AccoglieRete, Legambiente e il capitano della nave protagonista della vicenda.

Una ventina gli attivisti all’esterno del carcere.

Cruda l’accusa di Open Arms: “151 persone, 21 giorni di attesa, 40 persone evacuate per fragilità psico-fisiche. Tutto nel rapporto dettagliato di Emergency sulle condizioni psicologiche a bordo. Qualcuno deve rispondere di tutto questo, ci auguriamo sia fatta giustizia”, scrive l’ong su Twitter.

Il tweet di Open Arms

Dal punto di vista di Amnesty International, la vicenda della Open Arms è stato uno dei picchi più gravi di politiche contrarie ai diritti umani dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati, e di politiche che hanno prima delegittimato e poi criminalizzato le attività delle Ong. Salvini ha detto che chi tifa per i porti aperti ha le mani sporche di sangue? Credo che questa espressione si potrebbe riferire a chi, ormai da anni, porta avanti rapporti di collaborazione con la guardia costiera libica ed è qualcosa che evidentemente precede perfino Salvini“, questa invece la posizione di Riccardo Noury, portavoce Amnesty International e giornalista per AdnKronos.

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