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Il Museo Novecento è lieto di presentare fino al 28 aprile 2024 la mostra dell’artista Alessandra Ferrini, nata a Firenze e residente Londra, intitolata “Unsettling Genealogies”, a cura di Daphne Vitali. Le sale al primo piano del Museo Novecento ospitano Unsettling Genealogies, un progetto, complesso e articolato, che è parte di un’indagine critica sulla storia delle istituzioni culturali italiane che è stata avviata dall’artista nel 2020. Questa nuova produzione pone l’accento sulle origini coloniali e fasciste di alcune istituzioni artistiche italiane e dei loro fondatori, unendo riflessioni storiche, politiche e personali, allo scopo di evidenziare la dimensione affettiva della storia.

Negli ultimi dieci anni Alessandra Ferrini ha dedicato la sua pratica artistica, le sue ricerche e i suoi progetti didattici all’analisi dell’eredità del colonialismo e del fascismo in Italia, con particolare attenzione ai rapporti con il Nord Africa e l’area del Mediterraneo. Il suo lavoro affonda le proprie radici nel discorso postcoloniale, negli studi sulla memoria collettiva e nelle pratiche storiografiche e archivistiche. Sperimentando con i formati documentari, le sue opere spaziano dalle installazioni alle immagini in movimento, dalle lecture-performance alle attività editoriali e pedagogiche. Attingendo alle modalità della saggistica, Ferrini, infatti, concepisce i suoi lavori come essay film, che procede poi a sviluppare in forme e modalità diverse volte a portare alla luce vicende della storia nazionale finora sottaciute.

In Unsettling Genealogies l’artista intreccia storie familiari con considerazioni sulla classe sociale, la storia coloniale, l’imperialismo europeo e l’eredità fascista. L’opera prende avvio da una fotografia che ritrae il conte Giuseppe Volpi di Misurata, imprenditore e politico italiano, in occasione dell’inaugurazione nel 1935 della Terza Mostra del Cinema di Venezia. L’edizione fu accompagnata dalla nascita della Coppa Volpi – assegnata alla migliore attrice e il miglior attore – intitolata al conte, allora presidente della Biennale e figura di spicco del partito nazionale fascista, nonché ex ministro delle finanze di Mussolini. Benché porti il nome di un politico fascista, la Coppa Volpi viene ancora oggi assegnata.