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La frase dello scrittore Primo Levi “Non c’è futuro senza passato” induce a riflettere su ciò che forse è un’altra concausa dei mali che affliggono il nostro tempo. Dimentichiamo troppo spesso, volutamente e non, di ciò o di coloro che, in un modo o in un altro, hanno lasciato un segno indelebile con il loro passato. In una società come quella attuale dove il pressapochismo, il qualunquismo e soprattutto l’egocentrismo fanno da padroni, ricordare il passato appartiene ai nostalgici di un tempo che fu.

Stigmatizzare il ricordo del passato fino al punto di ignorarlo, rappresenta un errore molto grave, poiché non esiste un futuro senza il passato che rappresenti il futuro del passato stesso.E’ infatti solo partendo da quest’ultimo e facendo tesoro si esso, si potrà  ambire ad un futuro che ci eviti  di commettere gli errori del passato.Gli uomini d’amore definiti tali dal compianto filosofo Luciano De  Crescenzo, hanno sempre compiuto le loro azioni ispirandosi alla seguente locuzione “Male non fare paura non avere.”Essi facendo propria questa filosofia, si sono cimentati in imprese e lodevoli iniziative sociali atte ad infrenare le ingiustizie proprie e quelle degli altri.Purtroppo però hanno commesso il fatale errore di credere che comunque la lealtà di giudizi ed opinioni sebbene in antitesi alcune volte, rappresentasse  il fattor comune di tutti.

Quando poi si sono resi conto a loro spese bruscamente che non è proprio così, si sono sentiti di colpo smarriti in una realtà che mai avrebbero pensato di dover conoscere.Ed è allora che si sono sentiti in piena crisi d’identità titolari di un degno passato che nessuno vuole tenere conto e che avrebbe potuto ispirare I costruttori del futuro e cioè  I giovani.Primo Levi è anche  un superstite dell’Olocausto e quindi titolare di un passato che si racconta ma quanti passati si potrebbero oggi raccontare che continuano a mietere vittime  moralmente e di conseguenza fisicamente? Non ignoriamo mai il nostro passato e rispettiamo sempre quello degli altri, se vogliamo aspirare ad un futuro degno del nostro stesso passato.

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