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L’infinito è quella dimensione della mente nella quale spesso l’uomo cerca rifugio e ristoro per evadere dalla realtà. Nell’omonima poesia del Leopardi, il poeta si trova su di un  colle e la presenza dell’altura di una siepe, gli impedisce di vedere oltre. Tuttavia, grazie a questo impedimento, egli incomincia ad immaginare l’esistenza di un mondo oltre l’infinito.

Spesso ciò, metaforicamente parlando, è quello che accade nella nostra vita quando un ostacolo che si pone all’improvviso al nostro cospetto, ci impedisce di guardare serenamente l’orizzonte. Tuttavia, è grazie a questo ostacolo che l’uomo, in quel momento, non potendolo affrontare come vorrebbe, cerca con l’immaginazione di guardare oltre, in direzione di un mondo virtuale senza limiti e senza dimensioni nel quale cercare di rifugiarsi.

Le ansie, le paure, le delusioni della vita, rappresentano sovente l’ostacolo alla nostra serenità di vita, facendo riaffiorare in noi tutta la nostra fragilità umana incapace, nonostante i buoni propositi ed il fine pensiero, di guardare oltre l’infinito. Ed è proprio in quei momenti che invece l’infinito dovrebbe rappresentare la sua ancora di salvezza, quell’infinito che non ha limiti e né li pone, che consente a tutti di potervi accedere sebbene in una dimensione virtuale che concilia la mente e da sollievo allo spirito. In questa dimensione è possibile trovare tutto ciò che nel mondo reale ci viene impedito o ostacolato e che è la risposta a tutti i nostri dubbi ed ai nostri interrogativi.

Solo l’infinito ci può dare la certezza dell’assenza di ogni limite ad ogni nostra legittima aspirazione e la possibilità di poter realizzare ogni desiderio irrealizzabile. Ed allora forza guardiamo con sano ottimismo all’infinito che è paragonabile, per certi versi, alla fede che non si può’ vedere e né toccare eppure c’è ed è a disposizione di tutti, basta solo saperla raggiungere. Meditiamo tutti attentamente.

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