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A Villa San Giovanni, la città nota come la porta della Calabria, si è svolta questa mattina una manifestazione contro la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Sono state circa cinquemila le persone che hanno sfilato per le strade del comune dell’area dello Stretto per opporsi alla realizzazione dell’imponente infrastruttura promossa dal Governo Meloni, i cui cantieri si sarebbero dovuti aprire in questi mesi. Tuttavia, nei giorni scorsi, l’Ad della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha chiesto al ministero dell’Ambiente la sospensione di quattro mesi per rispondere alle 239 criticità del progetto dell’opera che, nel corso degli anni, è diventato uno storico cavallo di battaglia del centrodestra.

L’importante evento odierno ha riscosso vivo interesse e forte partecipazione da parte della società civile dei due comuni dello Stretto di Messina, che ha visto scendere in prima fila quei cittadini a cui recentemente sono state notificati gli espropri per la realizzazione del Ponte. ma anche sigle sindacali, come la Cgil, comitati e associazioni come gli Scout e partiti politici dell’area di sinistra: dal Partito Democratico a Rifondazione Comunista. In testa al corteo capeggiava lo striscione “No al Ponte delle menzogne”, ma anche cartelli che denunciavano quelle che, secondo i manifestanti, sono le reali priorità del territorio.

Tra le personalità politiche presenti alla manifestazione erano presenti “la padrona di casa”, Giusy Caminiti, sindaco di Villa San Giovanni, il Sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, e l’ex primo cittadino di Messina, Renato Accorinti. Oltre a queste personalità della politica locale erano presenti all’iniziativa No Ponte esponenti della politica nazionale e candidati alle imminenti elezioni europee.

Ai microfoni di PSN il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, ha espresso la sua contrarietà al Ponte Sullo Stretto

Onorevole Bonelli qual è la vostra posizione in merito alla realizzazione del Ponte sullo Stretto? “La Sicilia, il Sud e la Calabria hanno altre priorità. non bisogna spendere i 14 miliardi di euro per un’opera inutile come il Ponte sullo Stretto mentre c’è un problema serio sulla sanità pubblica, sul trasporto pubblico in Sicilia e in Calabria, la scuola, le strade abbandonate e i ponti crollati. Sono altre le priorità e non possiamo trasformare questa operazione in un bancomat di Stato; 14 miliardi di soldi pubblici che sono diventati un fatto privato. Dobbiamo, invece, fare operazione verità e trasparenza e noi ci batteremo per questo, perché vogliamo che questi soldi siano destinati alle vere priorità dei cittadini e della popolazione del sud”.

Per il trasporto sullo Stretto avete un’alternativa al Ponte? “L’alternativa al Ponte è potenziare l’attraversamento con navi moderne con frequenze maggiori e attracchi più veloci per aumentare la velocità di passaggio dei treni. Questo è quello che bisogna fare e con molto meno possiamo dare un beneficio alla popolazione e aumentare l’occupazione.