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Pompei ci ha abituato a scoperte incredibili. Nella nuova sezione di scavo, in questi giorni, è riemerso un Thermopolium – in età romana era una rivendita di cibi e bevande – perfettamente integro. Quello riemerso negli scavi, presenta alcuni affreschi dai colori straordinari. La figura di una ninfa marina a cavallo con una cetra fra le mani e animali dai colori così accesi da sembrare tridimensionali.

Particolarmente interessante è stato il rinvenimento di tracce di alimenti che erano stati preparati per essere venduti in strada, come un antico street food. Le analisi di laboratorio hanno identificato frammenti di anatra, maiale, pesce e lumache di terra. I Pompeiani, infatti avevano l’abitudine di consumare cibi e bevande all’aperto, in particolare durante la bella stagione.

Questa scoperta, riporta in vita i fantasmi di tutti coloro che sono stati colti dalla morte all’improvviso, quel giorno di agosto del 79 d.C., inoltre offre agli storici nuove opportunità di studio sulle abitudini alimentari in età romana.

Il bancone del locale mostra sul davanti, l’immagine di una Nereide a cavallo di un ippocampo e, sul lato più corto, l’illustrazione della stessa bottega, probabilmente l’insegna commerciale. Inoltre, nello spessore del bancone sono incassati alcuni recipienti preposti all’esposizione e alla vendita delle vivande. Risaltano anche altre illustrazioni coloratissime. Due anatre a testa in giù, pronte per essere macellate, un gallo e un cane al guinzaglio (un consiglio per gli avventori?).

Il termopolio di Pompei ci regala un’altra istantanea di quel giorno lontano, quando tutto si è pietrificato all’arrivo della corrente piroclastica: infatti, è stato particolarmente emozionante il rinvenimento di resti umani.

IL RINVENIMENTO DI RESTI UMANI

Si tratta di due uomini e dello scheletro di un cagnolino. Una delle vittime, circa 50 anni, era distesa su un letto nel retrobottega. Si ipotizza che possa essere morto con il crollo del solaio. I resti dell’altro, invece, sono stati trovati in un vaso di terracotta, fatta eccezione per un piede, che si trovava accanto al bancone.

In quest’ultimo caso, probabilmente, si trattava di fuggiasco in cerca di riparo e cibo, dal momento che le piogge di cenere e lapilli si susseguirono per oltre diciotto ore.

Di fronte al locale, nella piazzetta prospiciente, erano già riaffiorate – in precedenza – una fontana, una cisterna e una torre per la distribuzione dell’acqua a poca distanza dalla bottega già nota per l’affresco dei gladiatori in combattimento.

Il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, ha commentato che questa nuova scoperta: “Sarà un dono di Pasqua per i visitatori”.

In collaborazione con Simona Teodori

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