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Di Giuseppe Esposito

Putin tra Strategia illogica, tattica efferata e Arsenali da rifornire:

Il Presidente Putin in Ucraina ha mostrato scarsa capacità di pianificazione strategica ed ora cerca di sopperirvi con una riprovevole tattica. Il capo del Cremlino ha fallito negli obiettivi che aveva fissato con la sua “operazione militare speciale”: non è riuscito a demilitarizzare il paese, non ha distolto l’Ucraina dal feeling verso l’occidentale e la NATO, non è riuscito a sovvertire il potere di Kiev, destituendo Zelensky, per mettere un governo compiacente con Mosca. L’ invasione si è ritorta contro la sua sconsiderata strategia: ha compattato l’occidente e l’Unione Europea, ha destato la NATO che Macron vedeva avviarsi verso la morte cerebrale perché carente di coordinamento strategico tra USA ed Alleati, ha risvegliato negli ucraini il senso di patria e di appartenenza alla nazione che forse neanche le manifestazioni pro democrazia e anticorruzione del 2014 erano riuscite ad infondere.

Il ritrovato orgoglio nazionale ucraino è incarnato dall’Esercito di Kiev che, rappresentando tutto il popolo, si è mostrato tenace, resistente e preparato. Mosca di fronte a ciò ha deciso, con determinata efferatezza, di mettere in ginocchio una popolazione civile già “segnata” da 9 mesi di guerra di invasione e costretta a vagare in cerca di luoghi sicuri. Il Cremlino con il bombardamento mirato su infrastrutture critiche, oltre a “congelare” l’Ucraina, vuole lasciare ampi territori senza acqua ed elettricità. Putin usa questa tattica per demoralizzare esercito e popolo e cercare di indurre gli ucraini alla sottomissione. È l’ennesimo crimine commesso dal Presidente russo e dai suoi generali. Il Parlamento Europeo, di fronte al ripetersi di queste azioni delittuose e terroristiche, ha approvato una risoluzione per riconoscere la Russia come “Stato sponsor del terrorismo”.

Putin tra Strategia illogica, tattica efferata e Arsenali da rifornire

In molti si sono chiesti fino a quando i russi riusciranno a mantenere questa capacità, e ritmo, di colpire con precisione i siti critici a fronte della diminuzione dello specifico arsenale. Osservatori occidentali e l’Istituto per lo Studio della Guerra stimano che nel medio termine la Russia sarebbe in grado di sostenere questo sforzo. Sono state fatte delle stime sulla consistenza delle scorte russe per alcuni tipi di missili di precisione. Per quelli a lancio terrestre riportano che la differenza tra consistenza iniziale e quella dopo l’impiego era, al 22 novembre u.s., di 347 (470-123) pari al 74% per i 3M-55 Onyx, di 6980 (8000-1020) pari al 87% per gli S-300, mentre i numeri si abbassano notevolmente con i 119 (948-829) pari al 13% degli Iskander.

Analoghe stime sono state effettuate per quelli a lancio da mare e da aerei e le percentuali sono quasi tutte al di sotto del 50%. Putin di fronte a questa situazione ha sollecitato l’industria bellica e per alcuni tipi di armamenti si è avuto un incremento della produzione ma non tale, per il momento, per supportare uno sforzo bellico costante e di lungo periodo. La diminuzione dell’arsenale di missili di precisione fa quindi dipendere la Russia dagli aiuti Iraniani e l’uso dei droni indica proprio che questi vengono impiegati per sopperire alla carenza di determinati tipi di missili.  

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