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Verona, Payanini Center, giovedì 10 giugno. In riunione il Presidente della FIR Marzio Innocenti, Il Vice Presidente Vicario Morelli Capo Delegazione della Nazionale maschile, il Direttore Tecnico Pacini, il CT Crowley, il Responsabile dell’ Alto Livello Smith e il Responsabile della formazione giovanile d’ elite ABOUND. Per avviare un processo di condivisione che nel prossimo biennio porrà le basi per uno sviluppo armonico ed integrato del Rugby italiano d’ Elite. Si sono approfonditi i seguenti temi:

  • La competitività delle Nazionali FIR al centro di una progettualità condivisa.
  • Processi condivisi e scambio costante di informazioni tra FIR, Franchige e TOP 10.
  • Revisione e ottimizzazione del processo formativo d’alto livello e dei permit – players.
  • Maggiori risorse e coinvolgimento del Rugby di base nella formazione degli atleti.

Obiettivo condiviso l’ innalzamento della competitività delle Squadre Nazionali. La volontà di migliorare e agevolare lo scambio continuo di informazioni tra gli staff azzurri, comprese le due Franchige e la TOP 10. La revisione del percorso formativo dell’ alto livello. Il rilancio della Nazionale. Rivedere il sistema di gestione dei permit- players che va ripensato.

Marzio Innocenti Presidente FIR:“ Il rugby italiano deve lavorare unito per lo stesso obiettivo, il successo delle nostre Nazionali, che generano risorse per l’intero movimento. Ogni Società deve sentirsi parte attiva di questo processo, ricevere da FIR gli strumenti per contribuire alla formazione dei giovani, essere parte della costruzione di un’identità e di una via italiane per il rugby d’elite. Oggi la Federazione vuole essere vicina ai Club e vuole che questi siano vicini alla Federazione, attivi e forniti degli strumenti necessari allo sviluppo e alla formazione degli atleti, da un estremo all’altro della nostra penisola, perchè il talento può nascere ovunque ma è compito della FIR fornire alle Società gli strumenti adeguati alla sua maturazione. Incrementeremo gli investimenti sull’area tecnica, ottimizzando le nostre risorse in altri ambiti, per innalzare sempre più l’offerta tecnica di ogni singolo Club, polo di formazione primario per gli atleti almeno sino ai diciassette anni”.

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