• Tempo di Lettura:2Minuti

C’era anche Sangalli, presidente di Confcommercio, in una delle piazze di Roma dove i commercianti si erano ritrovati per protestare. “Siamo in attesa di un cambiamento sempre più necessario. Serve, infatti, il pieno decollo della campagna di vaccinazione, del passaporto vaccinale. Ma occorre anche avere la consapevolezza dell’insostenibilità economica e sociale del modello del “più chiusure”. Chiediamo di riaprire, in sicurezza, certo. Ma con tutta l’urgenza che deriva dal sapere che quando si spegne un’insegna viene meno un pezzo del futuro del Paese”, ha detto alla Stampa.

“Noi siamo per il rispetto sempre e comunque della legalità. E lo abbiamo dimostrato in tutti questi mesi, in ogni angolo del Paese. Anche perché crediamo nel dialogo e nella proposta per sostenere concretamente gli imprenditori che sono allo stremo. Riaprire le scuole è un segnale forte verso la normalità. Ed è anche andare incontro ai giovani, che insieme ai più anziani, sono quelli che hanno sofferto di più in quest’anno drammatico”.

“Certo, era anche una occasione per far ripartire le attività commerciali, della ristorazione e della filiera turistica, che hanno investito per continuare a lavorare in sicurezza”, ha aggiunto. “Il passaggio dai `ristori” ai “sostegni” registra l’archiviazione del sistema dei codici Ateco ed è un bene. Ma resta molto da fare per indennizzi che siano, al contempo, più adeguati e più inclusivi e che tengano conto sia delle cadute di fatturato che dei costi fissi. Per questo occorre procedere al più presto ad un nuovo e robusto scostamento di bilancio. Perché servono decisamente più risorse. per interventi per le locazioni commerciali alle moratorie fiscali e creditizie, dalle utenze alla Tari”, ha concluso Sangalli (Agimeg.it).