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Amadeus pronto a lasciare

Nei giorni scorsi è nata una polemica molto accesa sulla decisione della Rai di tenere il Festival di Sanremo nelle date già previste di marzo e con la presenza di un pubblico di figuranti. La notizia ha suscitato una serie di reazioni negative nel mondo della cultura, in particolare del teatro e del cinema. La realizzazione dell’evento rappresenterebbe una sorta di discriminazione rispetto al fermo dell’intero settore da quasi un anno. 

Amadeus ha sempre difeso l’idea di un Festival con il pubblico e la linea prevalsa finora era appunto quella di aprire la platea dell’Ariston a figuranti contrattualizzati. Ipotesi che non era stata inizialmente esclusa dal Ministro della Salute Roberto Speranza. Amadeus e il suo manager Lucio Presta hanno ribadito che l’Ariston va equiparato a uno studio televisivo e un Sanremo senza applausi non avrebbe senso.

Ma dopo le parole twittate ieri mattina dal ministro Franceschini sul divieto ai figuranti in sala per il Teatro Ariston, il conduttore è pronto a rimettere il suo mandato di direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo.

IL TWEET DI FRANCESCHINI

Il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile“, ha scritto ieri su Twitter il Ministro Franceschini. “Io sono il primo a sperare che l’andamento dei contagi consenta di riaprire al più presto i teatri con le misure di sicurezza necessarie e sto lavorando per questo – ha proseguito – Ma le regole vigenti valgono per tutti, dallo spettacolo più’ grande al teatro più piccolo”.

IL DIRETTORE DI RAIUNO COLETTA

“Sanremo è in linea con tutto quello che Raiuno ha realizzato quest’anno. Avviene non a Roma ma in una cittadina che accoglie questo evento, ma sarà un programma televisivo, seriale, condensato in 5 serate, e i protocolli con cui lo realizzeremo saranno gli stessi con cui abbiamo realizzato tutti i programmi televisivi – ha affermato il direttore di Rai1 Stefano Coletta – Abbiamo lavorato da mattina a sera e lo facciamo pensando al pubblico: se ce la si fa garantendo tutti i protocolli quella quota di intrattenimento noi la dobbiamo a quel pubblico“.

IL COMITATO SCIENTIFICO

Il caso Sanremo intanto è approdato sul tavolo del Comitato tecnico scientifico. Il Ministro della Salute ha coinvolto gli esperti, chiedendo le indicazioni sul “protocollo di sicurezza per artisti e maestranze“, sollecitato nei giorni scorsi dall’industria discografica. 

L’orientamento del Cts è escludere il pubblico pagante o a inviti, aprendo la platea dell’Ariston a circa 400 figuranti contrattualizzati, anche coppie di conviventi, considerati parte integrante dello spettacolo. Dopo il tweet di Franceschini, però, cambia tutto. Al termine della riunione con i vertici della Rai, infatti, gli esperti del Comitato tecnico scientifico hanno confermato le proprie perplessità sulla possibilità di far svolgere il festival di Sanremo con la presenza del pubblico, seppur composto da figuranti.

IL SINDACO DI SANREMO

La mancata realizzazione del Festival e la reiterata chiusura del Casinò, dopo un 2020 economicamente devastante, porterebbe un minor introito alle casse comunali tale da portare il Comune al default, richiedendo l’intervento prefettizio sulla gestione ordinaria”. Lo afferma il Sindaco di Sanremo Alberto Biancheri. “L’eventuale annullamento – aggiunge – avrebbe gravi ripercussioni sugli alberghi, con molti già provati da un anno di crisi“.

TRE FATTORI DI RISCHIO

Tre sono le problematiche sollevate dai tecnici. La prima è legata al Dpcm attualmente in vigore: le norme prevedono per gli spettacoli teatrali lo svolgimento in assenza di pubblico. La seconda è legata alla situazione epidemiologica: ad oggi la Liguria ha dati che la collocano in zona gialla, ma nessuno può al momento prevedere quali saranno i dati in occasione del Festival. Infine, i tecnici hanno sottolineato che il Festival potrebbe richiamare migliaia di persone ed è necessario evitare il rischio assembramenti.

Amadeus ha comunicato di voler attendere le decisioni del Cts per trarne una conclusione definitiva.