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Confcommercio: 500.000 imprese potrebbero chiudere

La situazione del nostro sistema produttivo è a dir poco drammatica.  Quasi mezzo milione tra imprese (305mila) e lavoratori autonomi (circa 200mila) potrebbero chiudere l’attività per il crollo della domanda per consumi. Con l’emergenza sanitaria, il tasso di mortalità delle imprese rispetto al 2019 risulta quasi raddoppiato per le imprese del commercio (dal 6,6% all’11,1%); più che triplicato per i servizi di mercato (dal 5,7% al 17,3%). L’occupazione formalmente tiene, grazie anche agli interventi di cassa integrazione e blocco dei licenziamenti, ma l’input di lavoro è a -10% circa nei primi 9 mesi.

Proroga cassa covid e blocco licenziamenti


“Davanti a questi numeri c’è bisogno assolutamente di prorogare i provvedimenti già in essere prima di tutti  la Cassa Covid-19 senza costi, soprattutto se in parallelo viene prevista un’ulteriore proroga del blocco licenziamenti. Vanno continuate le indennità già riconosciute ai lavoratori stagionali, professionisti, sport e spettacolo come pure la proroga del DURC, il documento di regolarità contributiva, per tutti i settori fino alla cessazione stato di emergenza”.

Rilancio occupazione

“In tema di rilancio dell’occupazione, va chiarito l’equivoco alla base del reddito di cittadinanza che è ancora solo una misura di assistenza e non è mai diventata una misura di politica attiva, inoltre manca ancora il coordinamento effettivo tra Stato e Regioni per la realizzazione delle azioni volte a potenziare le politiche attive ed i Centri per l’impiego. Quanto alla riforma degli ammortizzatori sociali, una riforma universale ed inclusiva, ma con strumenti differenziati, potrà prendere forma una volta usciti dall’emergenza”.

“Andranno però considerate anche le legittime istanze del mondo del lavoro autonomo, che hanno visto riconosciuto un primo strumento, e soprattutto l’impianto dovrà trovare un equilibrio perseguendo la strada già intrapresa della riduzione del costo del lavoro”, lo ha dichiarato, durante l’incontro di ieri con il neo Ministro del Lavoro, la vicepresidente di Confcommercio con delega al Lavoro, Donatella Prampolini.”

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