Mario Bi è uno smartphone-artist, con base in Italia, ha operato professionalmente a lungo nel mondo della comunicazione: moda, editoria, web design. Dal 2017, forte delle sue esperienze precedenti, vede nelle potenzialità espressive degli attuali smartphone, coniugate al proprio modo di pensare fuori dagli schemi, un mezzo ideale per fare arte. Ha esposto a Pescara nella galleria Spazio Di Paolo (personale ), Usomagazzino (personale), Museo Vittoria Colonna (collettiva).

“Per rispondere alla domanda posta dal lavoro di Mario Bi, “BE HERETICS”, dobbiamo ritornare all’origine della parola. […] L’eresia si oppone alla dottrina rivelata come vera, l’eretico vuole essere senza pari, staccato da qualsiasi conformismo, ma vuole anche associarsi con altri senza pari, perché per pensare gli occorre conversare e scambiare. [..] Se l’eretico è colui che sceglie con la propria testa, allora possiamo dire che Mario Bi è un eretico, un eretico della forma.

Il suo strumento prediletto è lo smartphone, uno strumento nomade e veloce, che permette di annullare la distanza tra l’artista e il soggetto, che prende la realtà senza filtri, che permette di raccontare nuove esperienze in modo più intimo e penetrarle più a fondo. Mario Bi sperimenta, ricerca, crea, sfruttando al massimo le potenzialità dello smartphone.

Le sue opere sono il risultato di un lavoro di scavo delle forme geometriche dei pixel contenute nell’immagine stessa e una decostruzione degli strati di colore, ma allo stesso tempo sono anche il frutto di una gestualità a volte timida, a volte rabbiosa, ma mai inconsapevole. I temi trattati vengono manipolati attraverso questa tecnica personalissima che trasforma le immagini in frammenti pittorici o brani scultorei. […] “BE HERETICS” ci chiede di disimparare, di lasciare la nostra verità rivelata, Mario Bi innesca la sua visione e lascia che l’entropia scorra, una visione incapsulata e intensificata della vita. Una visione fuori dalle regole e autenticamente eretica.” (dal testo critico di Francesca Perti)

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