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Il ministro della Salute, Roberto Speranza, in audizione alle Commissioni riunite Affari sociali di Camera e Senato.”Il governo italiano considera i vaccini la prima vera chiave per chiudere questa stagione, quanto avvenuto nelle ultime ore non incrina la nostra fiducia, la campagna di vaccinazione va quindi avanti e dovrà accelerare anche con l’aumento delle dosi che avremo a disposizione, l’auspicio è che già da domani possa arrivare una risposta dall’Ema. Abbiamo massima fiducia e pretendiamo il massimo livello di sicurezza”.

“Nel secondo trimestre avremo in arrivo oltre 50 milioni di dosi e nel terzo trimestre ne avremo 80 milioni, questo significa che potremo avere una accelerazione molto significativa. Nelle prossime ore stiamo lavorando a due interventi normativi: uno per favorire gli l’impegno di farmacie e di infermieri nella campagna di vaccinazioni per favorirne l’accelerazione. E’ necessario mettere in campo un Piano nazionale di ricostruzione della salute, che tiene insieme prevenzione, assistenza e cura.

Il primo asse riguarda gli interventi da realizzare sul territorio, attraverso il potenziamento dei servizi assistenziali territoriali, per garantire l’esigibilità dei Lea costruendo un modello condiviso assolutamente necessario”, ha aggiunto. “La verità è che la situazione epidemiologica del Paese è ancora complicata. Lo testimoniano tutti i numeri, a partire dai casi che riscontriamo che è in crescita. Questo è dovuto alla presenza di varianti, inglese, sudafricana e brasiliana, che hanno una maggiore capacità diffusiva. Per questo abbiamo dovuto adeguare anche le misure che abbiamo messo in campo.

L’aumento di zone rosse ci consentirà di riportare la curva sotto controllo. Con il criterio di 250 casi per 100mila per l’ingresso in zona rossa speriamo di piegare la curva. Quindi una situazione non semplice che richiede la massima cautela con l’impegno di tutte le istituzioni. Ma c’è anche una seconda verità e cioè che la situazione di questo marzo non è in alcun modo paragonabile a quella del marzo passato. A quel tempo non avevamo a disposizione la larghissima parte di strumenti che oggi abbiamo”, conclude Speranza.

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