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In un’intervista a ‘Il Giornale’ il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti affronta il tema del lockdown e il rapporto tra regioni e il nuovo Governo presieduto da Mario Draghi: “Il cambio di rapporto tra Regioni e il nuovo governo Draghi è tutto da testare, ma la norma sulla scuola va nella direzione giusta perché fissa una soglia di riferimento e al di sotto lascia alle Regioni possibilità di intervento”.

In merito alle possibili nuove restrizioni chieste dal Comitato Tecnico-Scientifico il Governatore ribadisce la sua contrarietà: “Non sono d’accordo e lo dico come presidente di Regione che si é assunto la responsabilità di chiudere città e centri storici quando era necessario, anche Sanremo durante il festival. Non si può negare che il virus stia crescendo, ma le misure ventilate in queste ore non mi sembrano giuste. Insisto sulla necessità di interventi diversificati, anche molto rigidi dove serve e dove non é indispensabile lasciare un minimo di fiato a persone e imprese”.

“Altrimenti, si creano sentimenti di diffusa ingiustizia. I cittadini non sono sciocchi, dopo un anno di pandemia sanno valutare la situazione a casa loro e sono i primi a chiedere la chiusura se é necessario”. Infine, sul primo decreto Draghi sui ristori Toti si augura che “non assomigli ai quattro firmati da Conte.

“Al posto di ammortizzatori sociali ai singoli come la cassa integrazione, meglio sostegni alle imprese perché riassumano e impieghino i lavoratori. Ci vuole una svolta culturale, negli Usa fin dall’inizio della crisi hanno sostenuto le imprese, noi abbiamo messo mezzo Paese in cassa integrazione e ora non sappiamo come farlo tornare a lavorare”. (Fonte Agimeg)

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