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Prosegue incessante il lavoro di inquirenti ed investigatori per fare luce sul triplice omicidio avvenuto ieri mattina, nel quartiere Prati, a Roma. Sono due le ipotesi su cui la Squadra Mobile, coordinata dalla procura, avrebbe maggiormente indirizzato le indagini: ad uccidere le tre donne, due cinesi ed una colombiana, sessantacinquenne, in due momenti differenti, a poche ore di distanza, sarebbe stato un unico assassino. Gli efferati delitti, commessi, a quando sembra con un coltello affilato, potrebbero essere maturati negli ambienti della prostituzione. Un serial killer? Potrebbe ma ovviamente gli investigatori ci vanno cauti. Al vaglio della polizia alcune dichiarazioni, quella del portiere dello primo stabile, dove sono stati rinvenuti i cadaveri delle due orientali, di cui una nuda. Questi ha ammesso di non averle mai viste, lavorando solo la mattina. Come dichiarato anche da altri condomini. All’oscuro che, eventualmente, nell’edificio di via Riboty si tenessero incontri a “luci rosse”. A tenere collegati i due casi sarebbe la frequentazione delle vittime di ambienti della prostituzione, in questo quartiere della Roma bene, sotto shock per quanto accaduto. I pm di Roma, comunque, hanno aperto due fascicoli per il reato di omicidio aggravato. Si attendono i risultati del triplice esame autoptico.