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Dopo la fase di ricerca spasmodica di fare alleanza con altre forze politiche, ora alcuni leader puntano a proseguire la corsa verso il voto da soli. In solitudine. In seguito alla “scissione” da Democratici e progressisti, in pratica dal Pd di Enrico Letta, Carlo Calenda si aggiunge a Matteo Renzi (nella foto), leader di Italia Viva, e lo stesso Giuseppe Conte. Quest’ultimo capo politico del M5S. Di quello che è restato dopo l’altra cruenta “scissione” Luigi Di Maio. Ministero degli Esteri che, però, dovrebbe continuare con il campo aperto di Letta, Fratoianni e Bonelli. Insomma, a quanto pare, ora va molto il detto “meglio soli che male accompagnati” Con orgoglio, aggiungerebbe l’ex premier Conte. “Una sfida”, invece, per Matteo Renzi che, fin dal primo momento, si è tenuto ben lontano (per ovvi motivi) dal progetto di Letta di un centro sinistra apertissimo. Intanto, il centro destra, che sta lavorando per le candidature da mettere in campo per il 25 settembre prossimo, si rinsalda sempre più. Uniti sia su chi sarà il premier “che prenderà un voto in più” e sul “blocco dei barconi dei migranti”.