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Il primo week end dopo la crisi del governo Draghi. La campagna elettorale è iniziata. In questi primi giorni l’unica cosa certa è che il centro sinistra e, soprattutto, il centro destra sono già alle prime scaramucce. Letta e Conte stanno agendo da influencer. Per fare più follower possibili. Frasi, o meglio invettive che l’uno contro l’altro si stanno rivolgendo dimostrano che quello che era stata considerata un’alleanza di “ferro”, democratica e progressista non lo era. Intanto, il capo politico del Pd ha lanciato la lista democratici e progressisti, dopo aver condannato alla separazione “irreversibile” il M5S. L’avvocato, ex bis premier, ha rilanciato affermando che sono i pentastellati i più progressisti. Insomma, ognuno per la sua strada senza possibili ripensamenti? In politica, lo sappiamo, tutto è possibile: tutto è il contrario di tutto. In silenzio, per ora, Matteo Renzi e Carlo Candela, con Luigi Di Maio che benedice il momento in cui si è separato da Conte, costruendo Insieme per il futuro. Mai perdendo di vista Draghi. Situazione ingarbugliata anche nel centro destra. In gioco c’è la leadership e non è cosa da poco. Non lo ammetterà mai, Matteo Salvini non potrà mai immaginare che Giorgia Meloni possa avere l’investitura come presidente del Consiglio. Per la quale la leader di FdI si è già detta pronta e disponibile, in seguito anche ai sondaggi che la danno in netto vantaggio su Lega e Forza Italia. Questi ultimi, orfani di MariaStella Gelmini, di Renato Brunetta e, forse, di Mara Carfagna devono capire se Antonio Tajani possa aspirare a tale ruolo, in un eventuale prossimo governo. Targato centro destra. Incarico per cui è apparso possibilista. Intanto, Silvio Berlusconi (nella foto) punterebbe al Senato. Alla sua presidenza. La stessa Meloni tutto questo lo sa. E non potrà contare solo sui sondaggi.