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Netanyahu, Primo Ministro israeliano, scioglie il consiglio ristretto di guerra. Era nell’aria. Solo questione di tempo dopo che il ministro Gantz e Eisenkot, ormai ex, avevano rassegnato le dimissioni dal governo la scorsa settimana. Erano in disaccordo sulla linea di condotta della guerra a Gaza e sullo sviluppo futuro.

Il Primo Ministro Netanyahu non aveva altra scelta che procedere con lo scioglimento. Voleva evitare che vi potesse entrare, se fosse rimasto, il ministro della sicurezza interna e di estrema destra Ben Gvir. L’organismo era composto da un numero ristretto di membri del governo, cinque. L’organo di guerra si riuniva all’occorrenza e su chiamata immediata per decisioni di urgenza sulla guerra.

Si prevede la costituzione di un nuovo gabinetto di sicurezza, un pò più ampio, che assumerà le decisioni più cogenti sulla guerra. Si occuperà anche di analizzare aspetti e prendere decisioni come quello importante di un cessate i fuoco. Secondo alcuni osservatori ed analisti, Netanyahu, come riporta il NYT avrà anche a disposizione un gruppo ristretto di consiglieri esperti. Lo aiuteranno nelle decisioni di carattere militare.

Il tutto avviene nel momento in cui l’IDF aveva annunciato delle pause nei combattimenti nel sud di Gaza. Servono per consentire l’ingresso e la distribuzione di aiuti umanitari. Netanyahu avrebbe criticato la mossa dell’IDF ma sono in molti a credere che l’atteggiamento del primo ministro sia stata dettato per motivi di comunicazione. Non sarebbe pensabile una decisione militare, in guerra, senza l’assenso del capo del governo. La pausa, comunque, non è totale ma verrebbe applicata sono in alcune aree di transito dei camion che trasportano aiuti e non in tutto il centro di Gaza. Le operazioni continuerebbero anche a Rafha.

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