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Dopo la prima riunione del G7 a guida italiana, svoltosi a Kiev lo scorso 24 febbraio in occasione del secondo anniversario dell’invasione russa in Ucraina, si è svolto all’Eliseo il vertice di Parigi.
Presenti all’importante evento i leader dell’Alleanza Atlantica e, in collegamento, il presidente ucraino  Volodymyr Zelensky.
Nel corso del summit, considerato il “contro G7“, il Presidente francese Emmanuel Macron, il grande assente di Kiev che in quell’occasione è stato rappresentato dal ministro degli esteri francese Stéphane Séjourné, ha dichiarato che un intervento delle truppe NATO in Ucraina non è una ipotesi che può essere esclusa.
La provocazione del presidente francese ha destato la profonda contrarietà del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, e della maggioranza dei rappresentanti delle nazioni presenti al vertice di Parigi come Germania, Stati Uniti, Regno unito e Italia.

La posizione dell’Italia

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in merito alle parole del Presidente Macron ha ribadito che “l’Italia non è in guerra con la Russia“, concetto già espresso nei giorni scorsi durante un forum Ansa sul caso Navalny.
Mentre la posizione di Palazzo Chigi, come riportato dall’Agi, in merito a un intervento militare della Nato in Ucraina è abbastanza chiara: “Fin dall’aggressione russa di due anni fa vi è stata piena coesione di tutti gli Alleati nel supporto da offrire a Kiev. Questo supporto non contempla la presenza sul territorio ucraino di truppe di Stati europei o Nato”.

Anche l’Unione Europea si è espressa contraria all’invio di soldati in Ucraina

Mentre, come riportato da Il Fatto Quotidiano, il portavoce Ue per la politica estera Peter Stano in merito alle dichiarazioni di Macron ha precisato: “Siamo a conoscenza delle dichiarazioni pubbliche di alcuni Stati membri secondo cui si potrebbe considerare l’invio di truppe di terra in Ucraina.
Questo non è stato discusso a livello Ue. Le politiche Ue nelle conclusioni del Consiglio europeo parlano molto chiaramente. L’Ue è impegnata a sostenere l’Ucraina e farà tutto il possibile. Quanto alla forma e al modo dei contributi nazionali sono una prerogativa della sovranità e della competenza di ciascuno Stato membro”.

Intanto dal Cremlino fanno sapere che, qualora si dovesse verificare quanto detto da Macron, uno scontro con la NATO sarebbe inevitabile.