Alta tensione in Romania: drone russo si schianta su un edificio residenziale
Nella serata di venerdì, un velivolo senza pilota è penetrato nello spazio aereo della Romania, precipitando sul tetto di un complesso residenziale a Galați, città portuale situata sulle rive del Danubio e a pochissimi chilometri dal confine ucraino.
L’impatto ha innescato un violento incendio che ha parzialmente devastato l’edificio. Il bilancio, inizialmente incerto, parla di due civili rimasti feriti, fortunatamente in modo lieve. Tuttavia, se l’ordigno avesse terminato la sua corsa pochi metri più in basso, l’esito sarebbe stato drammatico.
Secondo i rilievi tecnici del ministero della Difesa di Bucarest, il drone, identificato come un Geran-2 di fabbricazione russa, faceva parte di un massiccio sciame di 43 velivoli kamikaze lanciati da Mosca contro le infrastrutture ucraine nella vicina regione di Odessa.
Il capo delle forze militari romene ha precisato che il velivolo ha violato lo spazio aereo nazionale per circa quattro minuti. Nonostante i caccia F-16 della Nato si fossero immediatamente alzati in volo per intercettarlo, il lasso di tempo tra l’individuazione e l’ingaggio è stato troppo breve per consentirne l’abbattimento in sicurezza. Bucarest ha comunque precisato che l’episodio non viene considerato un attacco deliberato della Russia contro la Romania, ma l’allerta resta massima.
Il governo rumeno ha risposto con fermezza sul piano diplomatico, espellendo immediatamente il console russo a Bucarest e avviando le consultazioni per richiedere l’attivazione dell’Articolo 4 del Trattato Nato, che prevede la convocazione urgente del Consiglio alleato quando un Paese membro ritiene minacciata la propria integrità territoriale o sicurezza.
Immediata la reazione del Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, che dopo un colloquio telefonico con il presidente rumeno ha condannato il comportamento sconsiderato di Mosca, annunciando lo spostamento di ulteriori sistemi di difesa aerea in Romania:
La risposta del Cremlino non si è fatta attendere. Il presidente russo Vladimir Putin ha rispedito le accuse al mittente, parlando alla Tass: “Il drone in Romania? Potrebbe essere ucraino, come già successo in passato, ma lo attribuiscono a noi”. Il leader russo si è comunque detto pronto a condurre un’indagine obiettiva qualora Bucarest decidesse di consegnare i resti del velivolo.

