Doha: riprendono i colloqui indiretti tra USA e Iran
Sono iniziati mercoledì 1 luglio 2026 a Doha i colloqui indiretti, svolti tramite la mediazione di Qatar e Pakistan, tra Stati Uniti e Iran per consolidare il memorandum d’intesa firmato il 17 giugno. I nodi principali dell’incontro sono stati: il nucleare, la situazione dello stretto di Hormuz, la sicurezza regionale e la questione finanziaria, legata principalmente ai fondi iraniani congelati.
La posizione di Trump
Nei giorni scorsi il presidente americano Donald Trump avrebbe preso in considerazione nuovi possibili attacchi militari contro l’Iran ma avrebbe poi preferito la via diplomatica. Anzi, sarebbe anche disposto a prolungare i colloqui oltre la scadenza fissata per il 18 agosto 2026.
La questione finanziaria
Secondo quanto riportato dal quotidiano egiziano Al-Hadath i due Paesi avrebbero raggiunto un accordo per lo scongelamento di 3 miliardi di fondi iraniani. Teheran lo avrebbe imposto come clausola necessaria per il proseguimento degli accordi.
Il nucleare iraniano
Il nodo centrale dei colloqui è ancora il nucleare, in merito a cui il vicepresidente J.D. Vance ha precedentemente dichiarato: “La mia opinione è che abbiamo in mano tutte le carte vincenti per la trattativa: vogliamo ovviamente che abbia successo, ma anche in caso contrario avremmo comunque raggiunto l’obiettivo fondamentale, ovvero garantire che l’Iran non arrivi mai a possedere un’arma nucleare”.
Il pensiero di Trump al termine del primo colloquio
Trump è apparso fiducioso dichiarando che l’incontro “è stato ottimo” e che “la de-nuclearizzazione dell’Iran sta procedendo bene. Ci sono stati incontri molto positivi e vedremo. Li abbiamo colpiti molto duramente per tre notti ma ora siamo in ottimi rapporti”. Egli è apparso fiducioso anche in merito alle conseguenze dell’incontro sulla questione energetica affermando che:” I prezzi della benzina scenderanno come prima della gita in Iran”, collegando dunque i rapporti con l’Iran al prezzo delle quotazioni del greggio.
La posizione di Teheran
L’Iran, invece, continua su una linea abbastanza dura respingendo il ruolo americano nella sicurezza dello Stretto di Hormuz, affermando che non è “il campo di giochi degli Stati Uniti”, e rivendicandone dunque il controllo. Le autorità iraniane hanno anche sottolineato che nel caso in cui le loro istruzioni non dovessero essere seguite la loro reazione non si sarebbe fatta attendere. La questione delle Stretto continua dunque ad essere una questione alquanto delicata.

