Raid su Gaza, Trump: “il cessate il fuoco non è a rischio”
Poche ore dopo la dichiarazione della Protezione Civile di Gaza della morte di almeno 50 palestinesi, avvenute durante la notte a causa degli attacchi aerei israeliani, il presidente Donald Trump dichiara che la pace da lui mediata non rischia di essere compromessa.
Durante la notte il Premier israeliano Netanyahu ha ordinato al suo esercito di attaccare la Striscia in risposta all’accusa della violazione degli accordi da parte di Hamas. Le accuse del premier, secondo fonti militari israeliane, comprendono l’uccisione di alcuni dei loro soldati nel sud di Gaza e, la mancata restituzione da parte di Hamas, dei 13 ostaggi ancora trattenuti come precedentemente pattuito nell’accordo di cessate il fuoco. I funzionari israeliani sostengono fermamente che Hamas sia a conoscenza della posizione dei corpi da restituire ma che stia affermando il contrario per ritardare la restituzione, violando gli accordi. A seguito di ciò, in meno di 12 ore in un’ondata di attacchi particolarmente violenti, Israele totalizza 101 vittime di cui 35 bambini. In precedenza la Protezione Civile di Gaza aveva già conteggiato circa 200 persone rimaste ferite.
Successivamente, a bordo dell’Air Force One durante il suo tour in Asia, Trump afferma: “Hanno ucciso un soldato israeliano. Quindi gli israeliani hanno reagito. E dovevano reagire”. Il presidente americano continua dichiarando che nulla comprometterà il cessate il fuoco a Gaza e che, l’ordine di Netanyahu al suo esercito di effettuare “raid massici” sulla Striscia, è stata una risposta più che adeguata alla violazione degli accordi da parte di Hamas. Trump termina le sue dichiarazioni ribadendo: “Hanno detto che si sarebbero comportati bene e, se lo faranno saranno felici, altrimenti saranno eliminati”. Alle dichiarazioni di Trump sulla questione si aggiungono quelle del vicepresidente degli Stati Uniti Vance dove, in un commento trasmesso dalla Fox News e poi pubblicato sui social media della Casa Bianca, afferma che quelle tra Hamas e Israele sono piccole scaramucce che non comprometteranno la pace in corso, ma ciò non significa che in futuro non avverranno altri piccoli scontri.

