Trump e Zelensky verso un nuovo incontro sulla pace in Ucraina
Il 2025 è stato il primo anno del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e, a differenza del primo mandato, finora abbiamo assistito a una politica estera fortemente bipolare da parte del presidente americano repubblicano.
Negli ultimi giorni si sono intensificati i bracci di ferro con il Venezuela di Nicolás Maduro e i bombardamenti contro basi dell’Isis in Nigeria, che si sommano a quelli del 22 giugno contro i siti nucleari in Iran. Parallelamente, però, non sono mancati i tentativi diplomatici per mettere fine alle guerre in Medio Oriente e in Ucraina.
Su questo fronte, il tycoon ha incontrato più volte il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Degni di nota restano lo scontro del 28 febbraio tra i due leader nello Studio Ovale della Casa Bianca e il bilaterale lampo in Vaticano nel giorno dei funerali di Papa Francesco. Altrettanto storico è stato il vertice di Ferragosto in Alaska tra Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin, conclusosi anch’esso con un nulla di fatto.
Nelle ultime settimane, tuttavia, la situazione sembra stare cambiando, complice probabilmente anche la crisi interna all’Ucraina, che vede Zelensky coinvolto in uno scandalo di corruzione. In ogni caso, il leader di Kiev incontrerà nuovamente nelle prossime ore l’inquilino della Casa Bianca a Mar-a-Lago, in Florida, in un vertice che potrebbe portare a un’ulteriore definizione del piano in 20 punti per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia.
“L’accordo è fatto al 90%”, avrebbe assicurato Trump. Determinante per la fumata bianca resta però la questione territoriale, con la possibile cessione del Donbass e della Crimea alla Russia. A questo proposito, Mosca – come riportato dall’Ansa – ha fatto sapere nelle scorse ore che “se Kiev non vuole risolvere il conflitto in modo pacifico, porteremo a termine l’operazione con la forza”, intimando agli ucraini di “ritirarsi dai territori”.
Intanto Volodymyr Zelensky ha effettuato una tappa intermedia in Canada prima dell’incontro clou con Donald Trump a Mar-a-Lago. Il Presidente ucraino ad Halifax, ha incontrato il Primo ministro Mark Carney e ha partecipato a una conversazione telefonica congiunta con diversi leader europei, nel tentativo di rafforzare il coordinamento occidentale. Il premier canadese ha ribadito che qualsiasi percorso verso la pace in Ucraina può funzionare solo a una condizione: la disponibilità della Russia a cooperare. Carney ha condannato con fermezza gli attacchi russi contro Kiev, parlando apertamente di “barbarie” e sottolineando che una pace giusta e duratura non può prescindere dal rispetto della sovranità ucraina.
In questo contesto, l’Europa guarda con interesse l’ennesimo faccia a faccia tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, in programma nelle prossime ore. Al colloquio telefonico ha preso parte anche il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ribadito con forza l’importanza di mantenere una linea comune tra partner europei, Kiev e Washington. Di seguito le dichiarazioni del Premier riportate dall’Ansa: “Mai come in questo momento è fondamentale preservare l’unità di vedute tra Europa, Ucraina e Stati Uniti per porre fine a quasi quattro anni di conflitto”, ha sottolineato Meloni, aggiungendo che solo attraverso una posizione compatta “la Russia può essere posta di fronte alle proprie responsabilità e spinta a dimostrare una reale disponibilità a sedere al tavolo dei negoziati”.
Sulla stessa linea si è espressa anche il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che, al termine della videochiamata con Zelensky e i leader europei, ha affidato ai social il suo commento. “Accogliamo con favore tutti gli sforzi che conducono verso il nostro obiettivo comune: una pace giusta e duratura che preservi la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina e che rafforzi le sue capacità di sicurezza e di difesa, come parte integrante della sicurezza del nostro continente”.
Von der Leyen ha poi assicurato che il sostegno dell’Unione europea non verrà meno nemmeno nel prossimo futuro. “Nel 2026 la Commissione Ue continuerà a mantenere alta la pressione sul Cremlino, a sostenere Kiev e a lavorare intensamente per accompagnarla nel suo percorso verso l’adesione all’Unione”, ha concluso, confermando la volontà di Bruxelles di restare al fianco dell’Ucraina sul piano politico, economico e strategico.

