Urso accelera su ETS e Mercosur: rafforzata collaborazione Italia-Belgio
Mentre l’Unione Europea guarda con apprensione a quanto sta accadendo in Medio Oriente e continua a chiedere con forza una de-escalation diplomatica, il lavoro sulla crescita economica del continente non si ferma. Anzi, accelera. È in questo contesto che si inserisce l’incontro a Palazzo Piacentini tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il ministro-presidente delle Fiandre, Matthias Diependaele, responsabile per Innovazione, Industria e Affari esteri del Belgio.
Al centro del colloquio, la necessità di rafforzare la politica industriale europea in uno scenario geo-economico segnato da instabilità internazionale e tensioni sui mercati energetici. Italia e Belgio — hanno sottolineato i due ministri — possono contare su economie altamente complementari: la forza italiana nei macchinari e nella farmaceutica si integra con l’ecosistema high-tech e logistico belga, creando una base solida per una cooperazione industriale sempre più strutturata.
Urso ha ribadito l’urgenza di una semplificazione regolatoria a livello europeo, in linea con le indicazioni emerse nei rapporti Draghi e Letta, e ha insistito sul completamento del Mercato Unico come leva strategica per recuperare competitività rispetto a Stati Uniti e Cina. Un messaggio chiaro: meno burocrazia, più industria.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al sistema ETS e al meccanismo CBAM. Il ministro italiano ha sollecitato un ripensamento dei parametri sulle emissioni e dei criteri di assegnazione delle quote, chiedendo l’introduzione di un correttivo stabile a sostegno delle imprese esportatrici, ancora penalizzate da una riforma giudicata incompleta.
Sul piano commerciale, Roma e Fiandre condividono la necessità di accelerare sull’accordo con i Paesi del Mercosur e di aprire nuovi spazi nei mercati emergenti, dal Golfo al Sud-Est asiatico. Una strategia che punta a diversificare le partnership economiche proprio mentre le tensioni geopolitiche rischiano di ridisegnare gli equilibri globali.
Il segnale politico è evidente: mentre Bruxelles invoca la pace in Medio Oriente, i governi europei lavorano in parallelo per rafforzare le fondamenta industriali del continente. Perché la stabilità si costruisce anche con la crescita.

