Parlamento europeo approva il nuovo regolamento sui rimpatri
Il Parlamento europeo ha approvato il nuovo regolamento sui rimpatri dei cittadini di Paesi terzi che si trovano senza titolo di soggiorno nell’Unione europea. Il voto si è svolto il 17 giugno 2026 e ha registrato 418 favorevoli, 218 contrari e 30 astensioni. Il provvedimento rappresenta uno dei passaggi più rilevanti della nuova politica europea sulla migrazione e punta a rendere più rapide e coordinate le procedure tra gli Stati membri.
Il testo introduce regole comuni per i rimpatri e rafforza la cooperazione tra i Paesi dell’Unione. Tra le novità principali c’è l’ordine europeo di rimpatrio, pensato per facilitare il riconoscimento delle decisioni adottate da uno Stato membro anche negli altri Paesi UE. La misura mira a superare le differenze operative tra i sistemi nazionali e a rendere più efficace l’applicazione delle decisioni già assunte dalle autorità competenti.
Il regolamento prevede anche la possibilità di creare centri di rimpatrio in Paesi terzi, definiti return hubs. Queste strutture potranno essere utilizzate per persone che non hanno diritto a restare nell’Unione, nel rispetto degli standard internazionali e delle garanzie previste in materia di diritti fondamentali. Proprio questo punto ha alimentato il confronto politico più acceso, con posizioni diverse tra chi sostiene la necessità di una gestione più efficace dei flussi migratori e chi chiede maggiori garanzie sulla tutela delle persone coinvolte.
La riforma arriva in un momento in cui l’Europa cerca un equilibrio tra controllo delle frontiere, cooperazione internazionale e rispetto delle procedure di protezione. Per molti governi europei, il tema dei rimpatri resta centrale nella gestione complessiva della migrazione. Il voto del Parlamento segna quindi un passaggio politico importante e apre una nuova fase nell’applicazione delle politiche comuni dell’Unione.

