50 anni fa moriva Gabrielle Chanel, la straordinaria icona di eleganza e modernità.

ll 10 gennaio 2021 si ricordano i 50 anni della morte di Coco Chanel. Il suo nome è sinonimo di stile ed è all’origine di un modo di vestire le donne che ha cambiato la storia della moda.

Gabrielle Bonheur Chanel nasce a Saumur, in Francia, il 19 agosto 1883. Figlia di Henri-Albert Chanel Jeanne DeVolle, il padre è un venditore ambulante e, rimasto vedovo, decide di affidare le sue figlie all’orfanotrofio di Aubazine, gestito dalle suore del Sacro Cuore. Divenuta maggiorenne, Gabrielle inizia a lavorare come commessa nel negozio di biancheria e maglieria, a Mulins, dove approfondisce le nozioni di cucito apprese dalle suore. Negli stessi anni, per arrotondare, inizia a esibirsi come cantante presso alcuni caffè-concerto e, secondo diverse fonti, il soprannome Coco deriverebbe proprio dalla canzone Qui qu’a vu Coco?, suo cavallo di battaglia. 

Qui conosce l’ufficiale di cavalleria Etienne de Balsan, figlio di imprenditori tessili. Suo primo compagno, questi sarà anche il suo primo finanziatore. Nel 1908 Chanel inizia a realizzare cappellini in paglia e nastri in raso, una novità rispetto ai copricapo sontuosi e ingombranti in voga in quegli anni. In quegli anni apre i suoi primi negozi a Parigi, Deauville e Biarritz.

Arthur Capel, uno degli amici aristocratici di Balsan, soprannominato da Coco “Boy”, fu il più grande amore della stilista francese. L’uomo d’affari inglese aiutò la giovane Gabrielle a realizzare il suo sogno. Decidono di andare a vivere a Parigi dove Coco apre la sua prima boutique in Rue de Cambon, 21. Poco dopo nasce il suo primo profumo, Chanel N.5, una fragranza ancora oggi simbolo di eleganza e femminilità. Nonostante ciò, i due non si sposeranno mai a causa del divario sociale che li separa. Nel 1918 Capel sposa una giovane benestante: Diana Lister Wyndham. Nonostante il matrimonio, Coco e Boy continuano a frequentarsi. Il loro fu un amore travolgente e appassionato che fu interrotto dalla morte prematura di lui, vittima di un incidente automobilistico.

Visionaria e moderna, la storia di Gabrielle Chanel è una storia di innovazione e successi: i primi pantaloni disegnati pensando al corpo femminile, l’introduzione del little black dress e della suit jacket da donna. Chanel è stata la prima stilista a dare il suo nome a una fragranza o ad abbinare bigiotteria e alta moda. Elimina corsetti, crinoline, gabbie ed è sempre alla ricerca di un equilibrio tra estetica e comodità. 

La stilista sosteneva che “la vera eleganza non può prescindere dalla piena possibilità del libero movimento“.

Nei suoi capi introduce una serie di modelli sportivi, dalle linee semplici e morbide, come i pantaloni alla cavallerizza, a vita alta, che amava portare assieme alla sua maglia Breton (un modello a righe con manica a tre quarti). Tra le rivoluzioni messe in campo da Chanel c’è l’uso del jersey. I colori preferiti restano il bianco e il nero, che caratterizzeranno il suo stile. 

Chanel ama l’arte. Amica e mecenate dell’avanguardia artistica e culturale parigina, è amica di Picasso, Cocteau, Colette, Stravinski e frequenta molti dei grandi dell’epoca, a cominciare da Winston Churchill.

A metà degli anni Venti, ispirata dall’abbigliamento delle commesse parigine, nasce Le Petite Robe Noire, ovvero il tubino nero, considerato ancora oggi un capo importantissimo nell’abbigliamento femminile.

“La moda passa, lo stile resta” era il suo motto. Un esempio calzante è il tailleur Chanel, amato dalle donne di tutto il mondo. Coco Chanel cambia anche l’universo degli accessori, in cui le gemme non preziose si accostano a quelle purissime. Inoltre, negli anni Trenta crea la sua borsa Chanel 2.55. Copiatissima nel corso dei decenni, la sua riproduzione non impensieriva la stilista, che affermava: “Essere plagiati è il più grande complimento che si possa ricevere: succede solo ai grandi“.

Il 10 gennaio 1971 Coco Chanel si spegne nella sua suite all’Hôtel Ritz di Parigi. Ha 87 anni. Dopo la sua scomparsa, la maison viene portata avanti da Gaston Berthelot e Ramon Esparza, per poi passare nel 1983 sotto la guida di Karl Lagerfeld, che ha perpetrato i codici stilistici della casa di moda senza mai tradire la visione originaria.