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Negli ultimi decenni il Ponte sullo Stretto di Messina è stata una delle opere più discusse, presente nei programmi elettorali del centro destra che, dall’entrata di Silvio Berlusconi sulla scena politica, è stato un vero e proprio cavallo di battaglia.
L’imponente infrastruttura, lunga 3300 metri, collegherà la Sicilia al resto del continente e sarà il ponte sospeso più lungo al mondo.
Dopo anni di dibattiti sui pro e contro l’opera dovrebbe vedere la luce nell’anno entrante e nelle ultime ore sono arrivate importanti novità a riguardo.
Nella serata di ieri (martedì 12 dicembre), infatti, sono arrivati gli emendamenti annunciati dalla Manovra di bilancio 2024.

Secondo quanto riportato da Tgcom24, il quarto emendamento prevede una modifica sui fondi stanziati per la realizzazione del Ponte sullo Stretto.
Gli oneri a carico dello Stato scenderanno di 2,3 miliardi, su un totale di circa 11,6 miliardi al 2032.
Le risorse che verranno risparmiate dallo Stato saranno recuperate dal Fondo di sviluppo e coesione: 718 milioni arrivano dalla quota del fondo destinata alle amministrazioni centrali e 1.600 dalla quota destinata alle regioni Calabria e Sicilia.