• Tempo di Lettura:2Minuti

Lasciamo i ricordi adolescenziali legali ai cinque anni trascorsi a Caivano e immergiamoci a capofitto nel racconto del rientro in famiglia, incomincia così un nuovo e lungo viaggio alla scoperta di “una famiglia difficile”. Ci eravamo lasciati a bordo di un tram che portava Peppino a Napoli… “il tram attraversava tutto il Rettifilo, San Ferdinando, via Chiaia, Piazza dei Martiri e qui faceva capolinea.

Un bel viaggetto durante il quale potevo ammirare il passaggio rapido di carrozze, trans, carretti, biciclette e vedere gente, gente, tanta gente, monumenti fontane, strade lunghissime, statue, lampioni altissimi e grandi e bei cartelli colorati. A destra e a sinistra, bancarelle con sopra ogni sorta di ben di Dio e voci, voci, voci di venditori, fino a quando non giungevo nei pressi della mia casa di Napoli ove, per diversità di ambiente, tutto era più silenzioso e meno confuso.

Qui in via Ascensione a Chiaia, abitava mia madre con i miei fratelli Eduardo e Titina. Questa casa mi era completamente estranea, non rammento in quegli anni, di averla mai desiderata e quando mi ci conducevano, non aspettavo altro, che il momento di andarmene. Mia madre e i miei fratelli, mi apparivano ostili ai miei sentimenti, volevo tornare al caldo tepore del mio letto, reso ancora più caldo dal calore del corpo della mia balia. Non rammento il volto di mia in quell’epoca, ne quello dei miei fratelli ma, quello della mia balia…si” …..

Buon teatro….nel prossimo articolo…..

Seguiteci su https://www.facebook.com/persemprenews, https://twitter.com/persempre_news