Il prof, l'alunno, la madre dell'amico: le inquietudini “Nella casa” di Ozon

In esclusiva su Repubblica.it i primi otto minuti del film del regista francese più originale: un thriller dalle atsmosfere sospese e misteriose, che indaga nei rapporti tra il gruppo di protagonisti. Tra cui spicca una Emmanuelle Seigner in versione inedita: “Un ruolo passivo e poco sexy, assai diverso da me”

ROMA – Misterioso, coinvolgente, sottilmente inquietante come lo stile del regista che lo ha diretto: Nella casa, l’originale thriller di Francois Ozon che sta per sbarcare nei nostri cinema, è uno di quei film davvero difficili da classificare. Popolato da personaggi tutti a loro modo soli, smarriti, ruota attorno al rapporto che si crea tra un professore (Fabrice Luchini, nella finzione sposato con Kristin Scott Thomas) e uno dei suoi allievi adolescenti, stradicato e talentuoso. Ed è proprio questo strano ragazzo che, per trovare materiale per i suoi componimenti, finisce per intrufolarsi nella vita di un compagno, intrecciando un legame con la madre di lui (Emmanuelle Seigner).

GUARDA I PRIMI 8 MINUTI DEL FILM

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Una pellicola fuori dagli schemi, che combina continuamente realtà e finzione, nelle sale da domani (18 aprile). E per chi vuol farsi un’idea delle atmosfere e delle storie del film, Repubblica.it offre, in esclusiva assoluta, la visione integrale dei primi 8 minuti di pellicola (7 minuti e 44 secondi, se si vuole essere precisi). Per i tanti ammiratori del regista francese, autore di film come Sotto la

sabbia e Potiche – La bella statuina, un’occasione da non perdere.

E tra i motivi di fascino di Nella casa, ci sono le performance dei suoi attori. Non solo degli interpreti dei due personaggi maschili principali – il veterano Luchini e il sorprendente, giovanissimo Ernst Umhauer – ma anche di quelli femminili, solo apparentemente di contorno: Ozon del resto è un regista che dirige benissimo le attrici, e che ha regalato in passato grandi occasioni a superdive come Catherine Deneuve e Charlotte Rampling. In particolare, in questo caso, dona a Madame Polanski, Emmanuelle Seigner, un ruolo diverso dai suoi soliti: “Spesso lei incarna donne sensuali ma aggressiva – commenta Ozon – mentre qui è molto materna, dolce e tenera. L’abbiamo voluta diretta, ingenua, senza una briciola di perversità. Una donna della classe media, come si dimostra anche dalle acconciature e dal trucco che le abbiamo dato”.

Quanto a Emmanuelle, sostiene di aver trovato “divertente” il suo personaggio: “Nella sceneggiatura è una figura femminile difficile da identificare, misteriosa, fluttuante. Una tipa decisamente passiva, al contrario di me. Bisognava costruirla molto, a livello fisico: e io sono una che non costruisce mai niente, sui set faccio quello che mi si dice di fare. Non sono un’attrice che elabora personaggi: non dovrei dirlo, ma è così. E’ proprio per questo che spesso odio il mestiere di attore, e che faccio anche la cantante: cantare mi permette di essere molto più tranquilla di quando recito, di mollare la presa”.

Al di là di queste perplessità, resta il fatto che la Seigner riesce a risultare sensuale anche in questo ruolo dolce e dimesso, lontanissimo da lei: “Ma io non mi sono trovata per niente sexy – assicura – alla fine miglioro un po’, ma quando ho visto il film sono rimasta scioccata, non mi sono affatto riconosciuta. Però non ha importanza: recitare non è fare un servizio fotografico di moda”. E su questo, specie se ci sono in ballo registi come Ozon, non ci sono dubbi.

In questo articolo si riporta quanto pubblicato dal sito http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura sull'argomento indicato nel titolo.

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