Napoli. Mimì alla Ferrovia per mangiare bene e low cost in zona stazione

Mimì alla Ferrovia (sottotitolo, di Napoli) rappresenta per molti napoletani un luogo di culto alla voce piatti della tradizione.

Salvatore Giugliano, ultimo giovane rampollo di una famiglia che da generazioni gestisce questo locale nato nel 1943, è rientrato a casa base dopo esperienze importanti nelle cucine di chef stellati come Paolo Barrale,Tonino Mellino, Pierfranco Ferrara, Nino di Costanzo, per prendere in mano le redini della cucina.

Gli effetti si notano in un nuovo ponte tra la tradizione e l’escursione verso il nuovo.

Salvatore è pieno di entusiasmo ed è ragazzo educato e modesto, ha saputo aspettare il suo turno ed è disposto a traghettare questo luogo, intriso di storia (basta guardare qualche foto affissa alle pareti per rendersene conto) verso un futuro che continua a guardare al passato mentre gode di un solido presente.

Il locale è un po’ datato nello stile, comprensibilmente, ma ci sarà eventualmente tempo e spazio per aggiornamenti estetici senza stravolgere il concetto di ristorante legato alle tradizioni ai luoghi. A me piace molto di più il vivissimo piano terra, a contatto diretto con la strada e con la cucina, che il piano superiore troppo distaccato dal contesto anche se per fortuna l’ottimo contenuto dei piatti è sempre uguale. In qualsiasi tavolo decidiate di accomodarvi.

Dopo l’ottimo pranzo allo Stuzzichino in Costiera Sorrentina non potevo e non volevo abbassare l’asticella dei grandi piatti classici.

E come iniziare se non con il mitico Puparuolo mbuttunato, il peperone imbottito, anche se non andrebbe tradotto per evitare di perdere una parte del sapore di questo iconico piatto.

Nella batteria dei primi piatti, ecco i ravioli con spigola e lime in salsa di calamari e gamberetti .

A seguire due altri grandi classici e qui la lotta con le massaie napoletane si fa dura: ziti allardiati con il pomodoro del piennolo, pancetta e pecorino e a ruota le candele alla genovese. Entrambi da wow!

A chiudere la magistrale prova del giovane e promettentissimo Salvatore, un baccalà su crema di fagioli e scarole. Resta in alto l’asticella dei sapori

La scorta di carboidrati mi consiglia di soprassedere sui dolci che sono un tripudio partenopeo a partire dal babà.

Per godere dei piatti da Mimì alla Ferrovia non saranno necessari esborsi importanti considerando che sia il Menù del mercato che il Menù Tradizione, entrambi di 4 portate, costano solo 35 €.

Una formula che rende chiara la dichiarazione di un cugino, Michele Giugliano: “Il locale è preso d’assalto come una sorta di autogrill o fermata al volo, soprattutto per chi arriva con il treno dalla vicinissima stazione anche a tarda ora”.

Io vi consiglio di frequentare questo posto se cercate calore, sapore, accoglienza e napoletanità a tutto tondo. La famiglia Giugliano non tradirà le vostre aspettative.

In questo articolo si riporta quanto pubblicato dal sito https://www.scattidigusto.it/ sull'argomento indicato nel titolo.

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