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La sessione invernale è finalmente finita e si torna a respirare. Non importa quanti esami siano stati fatti o non fatti, l’importante è che è finita.

La cosa che mi fa’ più rabbia è che gli esami che sto preparando sono molto interessanti, solo che li studio con la pressione di passare disperatamente facendomi perdere la bellezza dell’imparare cose nuove.

Vorrei che le lezioni e lo studio siano una cosa leggera, leggere un capitolo di istologia come un capitolo di un romanzo. Vorrei che la lezione fosse realmente interessante e non una persona che legge delle parole scritte su una slide di powerpoint.

Mi piacerebbe vedere i professori sorridere quando spiegano la lezione e sentirgli dire: “guardate che bello è una magia, una perfezione unica il modo in cui tutto viene gestito nel nostro corpo”.

Vorrei ci fosse un filo conduttore tra le lezioni invece che tre professori per la stessa materia che spiegano ciò che gli piance in quel momento; vedere i miei colleghi felici e affascinati di essere a lezione, invece facciamo a gara a chi riesce a rimanere sveglio.

Vorrei che ci fosse giustizia per tutti noi. Per tutti i ragazzi che hanno lottato, hanno perso il sonno ed il sorriso a causa di uno stupido test di ingresso ed una graduatoria infinita.

Vorrei dire “guarda mamma non riuscivo ad uscire di casa perché credevo di non meritarlo, ma ci ho guadagnato perché ora sono felice”

da un lato è vero, da un lato sono molto felice, sono molto cambiata. Ma dall’altro mi chiedo ancora “perché tutta quella sofferenza mi ha portato all’insoddisfazione?”

“ora che sono dentro, ora che ho superato l’ostacolo più grande, perché non mi basta?”

Vorrei fare cento cose scrivere, cantare, suonare, passeggiare in un parco e fermarmi a leggere un libro. Non c’è niente di più bello dell’arte, i colori, la musica. Ma non ho abbastanza tempo, mi servirebbero giorni di 48h per fare tutto quello che voglio.

la mia musa

Ho già stretto un patto con la mia musa, colei che abita la mia mente. Per me la medicina è arte, colori e musica insieme. E’ la scelta di cui non mi pentirò mai. Una scelta che mi ha fatto passare le pene dell’inferno, notti in bianco, pianti infiniti. Quanto mi hai fatto stare male cara medicina, ma mi hai fatto essere anche la persona più felice del mondo.

Mi hai dimostrato che posso farcela, che non è vero che gli altri sono più bravi di me. Anche adesso che abbiamo litigato so che posso farcela.

Io e te siamo legate a vita, chissà quante altre me ne farai passare, questo è solo l’inizio.

Ho finalmente trovato per cosa lottare, ho trovato il posto che mi appartiene, non sai quanto ti amo.

Non importa quanto sia brutto il modo in cui ti hanno ridotta, il modo in cui vieni sottovalutata, alla fine riuscirò a trasformarti in un romanzo, riuscirò a dimostrare agli altri che sei bellissima e vale la pena lottare per te.