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Ciao, io mi chiamo Thor ho quasi due anni e la mia mamma è una studentessa fuorisede.

L’attesa

Era una sera come le altre, avevo trascorso la giornata aspettando i due vecchietti per poter uscire di nuovo.

Avevo giocato un pò con una signora che viene sempre a casa mia, ma mi ero stancato dopo poco.

“Chissa quando viene la mia mamma”.

Non riesco a smettere di pensare a lei.

La mia mamma è molto bella e intelligente. Ogni volta che torna facciamo tanti giochi e passeggiate.

La aspetto sempre fuori la porta, però non c’è quasi mai.

“Chissà dov’è?!”

Però almeno ci sono sempre i due signori un pò più grandi. Loro sono sempre qui, mentre lei va e viene da non so dove. La mia mamma ha sempre con sé una scatola rossa con le rotelle. Ho tanta paura di quella cosa, non so mai cosa c’è dentro e ogni volta che la vedo, la mia mamma sparisce.

Quella sera ero indeciso se strappare il tappeto nuovo o mordere i pantaloni ai due vecchietti.

l’attesa è finita

Nel chill assoluto sento il campanello.

Quel rumore bruttissimo mi da tanto fastidio e decido come al solito di scattare in piedi abbaiando.

Esco correndo, stampandomi sulla faccia l’espressione più cattiva che riesco a fare, anche se ho un pizzico di paura ogni volta.

Menomale però che gli umani avvisano quando vogliono entrare nella mia proprietà, così ho il tempo di fingermi feroce e spaventare quelli cattivi.

Non ditelo a nessuno però, perchè se sapessero che sono un mammone, non avviserebbero più.

Corro veloce dalla mia porticina e la vedo.

Una figura dall’aspetto familiare, però continuo ad abbaiare perchè non si sa mai.

Mi avvicino sempre di più e la sua voce bellissima urla:

CIAOOOOOO

allora capisco subito, è la mia mamma!

Finalmente è qui!

Non la vedevo da non so quanto tempo.

Che bello! Sono così contento che sia qui.

Anche se ha sempre quella orribile scatola rossa, allora decido di abbaiare.

Non è possibile che la scatola è sempre con lei, mentre io no.

Le salto addosso e cerco di darle tanti bacini.

Forse, preso dalla foga del momento, l’ho graffiata per sbaglio.

Ma giuro che non volevo.

Entriamo dentro casa e lei saluta i due vecchietti, mentre io cerco di attirare la sua attenzione.

Finalmente è qui e possiamo fare tutti i giochi che voglio; posso ascoltarla mentre studia tutte quelle pagine noiose e aspettarla fuori dal bagno mentre fa la doccia ascoltando canzoni depresse.

Adesso che è qui sono molto contento, non che gli altri giorni non lo sia. Adoro i due vecchietti, ma lei è più simpatica e mi vizia sempre.

Spero che rimanga con me per sempre, anche se ho tempo solo fin quando non rispunta quella odiosa scatola a rotelle rossa.