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.. Non far caso a Me. Io vengo da un altro pianeta. Io ancora vedo orizzonti dove tu disegni confini..

È difficile la vita dei Sognatori. Non provate a chiamarli utopisti.
Per chi vive di immaginazione non c’è barriera che tenga. Gli oceani si possono attraversare su un tappeto volante.
Vedono oltre i muri. Hanno super poteri mistici. Le Donne ancor più.
Vedono ciò che i microscopi fanno fatica a mettere a fuoco.
Meglio farseli amici.
Nella ipotesi migliore diventano Artisti. Altrimenti matti da legare. A ben pensarci, il limite è davvero sottile.
Comunque vada, lotta, lotta ed ancora lotta.
Guai a ridimensionare i desideri. Piuttosto si lasciano morire di fame.
Scomodi come pietre in una scarpa.
Scomodi, nati per cambiare il mondo.
Io vengo da un altro pianeta..

Introduzione di Giovanni Chiaravalle.

“VIVA LA VIDA”.
Un libro breve, solo 79 pagine, ma quando avrete finito di leggerlo, vi sembrerà immenso!
In questa breve biografia, di Frida Kahlo, di cui la gran parte è scritta sotto forma di monologo della pittrice stessa, è racchiusa una vita piena di sentimento, passione, eventi tragici e meravigliosi, amore, amicizia e tantissima forza di volontà.
Le pagine scorrono veloci e le parole trafiggono l’anima del lettore che rimane ipnotizzato dalla figura di lei! Lei è Frida! Tutti conoscono Frida, ma quanti conoscono la sua anima? Un’anima forte, talmente forte da riuscire a vivere superando le tragiche ostilità del fato. Un fato che ha costretto una ragazza di diciotto anni, già poliomielitica, a letto per mesi e mesi, dopo un gravissimo incidente: il pullman dove viaggiava Frida un pomeriggio, tornando da scuola, fu speronato da un tram, e il suo bacino fu trafitto da parte a parte da una sbarra di ferro, e la sua colonna vertebrale rotta in tre parti.
Ma Frida non si arrese, si sottopose a tantissime operazioni e con la sua grandissima forza di volontà dopo mesi di immobilità, costretta in busti di gesso e ferro, si rialzò e tornò a camminare.
Frida , passionaria e ribelle, per tutti gli anni della sua vita ha sfidato la morte, la Pelona, come la chiama lei stessa, che “danzava intorno al suo letto”.

Ho vissuto da sepolta ancora in vita, prigioniera di un corpo che agognava la morte e si aggrappava alla vita.

In questo monologo, Frida ci racconta del suo grandissimo amore Diego Rivera, suo marito. Una relazione che ha fatto il giro del mondo, tra due artisti favolosi, che si sono rincorsi in una danza di amore e tradimenti, odio e passione.

Ogni giorno, ogni notte … Ho amato Diego. L’Ho odiato. E’ stato la causa e l’effetto. Il sole e la luna. Il giorno e la notte.

Questa biografia di un’artista meravigliosa, mi è rimasta impressa nel cuore e fa venire l’intenso desiderio di saperne di più, di approfondire tanti altri aspetti sulla vita di Frida Kahlo.
Pino Cacucci in questo libro si sofferma soprattutto sul matrimonio di Frida e Diego, sul rapporto della pittrice con la vita, e di conseguenza la morte, che per lei sono sempre state strettamente legate, a causa del suo stato di salute e sulla sua voglia di maternità, che purtroppo, nonostante i numerosi tentativi, non è mai riuscita a soddisfare.
Cacucci accenna anche all’aspetto politico del pensiero di Frida, e al suo grande amore per il suo paese, il Messico.
Trovo che, in poche pagine, l’autore sia riuscito a creare una sintesi chiara e completa della vita di Frida, e a toccare le corde del cuore.

Consigliatissimo a tutti i lettori, a chi vuole iniziare a conoscere il personaggio di Frida Kahlo e a chi vuole una lettura che fa vibrare l’anima.