Juve-Ajax, questo è il calcio Ecco la chiave per vincere

Bentancur vs Neres
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Ajax contro Juventus è una sfida dal grande blasone storico, tra due opposte filosofie di calcio: la Vecchia Signora contro la scuola di talenti che sforna da sempre giovani talenti. Questi due modi di vedere il gioco si sono visti sul campo per cui a una squadra che faceva del palleggio nello stretto e dei tagli degli esterni il suo punto di forza, la Juve contrapponeva la sua capacità di attendere, soffrire e colpire non appena “sentiva l’odore del sangue”.

L’Ajax ha da subito imposto il proprio gioco anche aiutato da un pubblico caldissimo. Sorprendente era vedere la forza, la quantità e la qualità dei passaggi volti sempre in avanti e giocati molto su triangolazioni. La fase offensiva era data da una sorta di anarchia organizzata, gli attaccanti (con il sostegno instancabile di Van De Beek) andavano spesso a formare un quadrato stretto nella trequarti avversaria e cercavano da esso di causare problemi alla Juventus, senza dimenticare l’apporto dei terzini instancabili (da sottolineare la squalifica che sconterà Tagliafico al ritorno) e il lavoro di De Jong, determinante in entrambe le fasi (97% di passaggi riusciti e varie coperture in difesa che quando sono mancate hanno portato a occasioni per la Juventus)

La squadra italiana ha dimostrato di cercare di arginare la manovra corale dell’Ajax nel migliore dei modi, il che vuol dire concedere molti tiri, ma porre sempre un muro tra palla e portiere e attorno ai portatori di palla. Delle infinite discese dei “Godenzonen”, il gol è arrivata dell’unica che visto un errore tecnico aveva visto la difesa bianconera mal posizionata. Cancelo (autore dell’errore che ha portato al gol di Neres) è però uomo chiave in fase offensiva: una squadra che gioca così alta non può che patire le azioni di giocatori di corsa e i contropiedi. Dai suoi piedi è arrivato l’assist, dalle giocate di Douglas Costa molte occasioni, dagli strappi a centrocampo di Bentancur (uno dei migliori in campo) e Barnardeschi si è capito come eludere il primo pressing degli olandesi, dopo il quale si trova parecchio campo. Il cambio che ha visto protagonisti  Matuidi e Dybala può essere significativo anche in vista del ritorno.

La Juve deve giocare la stessa partita di Amsterdam ma potrebbe optare per un cambio di modulo viste le assenze del francese e di Emre Can. I torinesi potrebbero scendere in campo con un 4-2-3-1 con Pjanic e Bentancur in mediana, Mandzukic largo a destra (a puntellare le carenze di Blind come su Carvajal al Bernabeu un anno fa) e Dybala trequartista, in modo da alzare il baricentro della squadra e avere maggiori soluzioni in fase di palleggio. Le sostituzioni potrebbero essere la chiave della partita poiché Douglas Costa si è confermato imprendibile, Spinazzola è un altro giocatore di gamba e potrebbe essere schierato più avanti della solita posizione da terzino e Kean è in un momento positivo. L’andata è stata molto bella ed equilibrata, decisa da episodi e dai 2 numeri 7; speriamo di vedere a Torino una partita altrettanto bella rispetto allo spettacolo che abbiamo visto nel teatro dove se chiedi quanto fa 7 per 2, rispondono “calcio”.

Esultanza di CR7 al suo gol numero 125
Fonte: l’autore Andrea Macr

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FONTE: Gazzetta.it

In questo articolo si riporta quanto pubblicato dal sito http://www.gazzetta.it/ sull'argomento indicato nel titolo.

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