• Tempo di Lettura:2Minuti

empi, parametri, fasce d’età o di reclutamento. Il variegato mondo giovanile è difficilmente riducibile in una legge che incombe sui settori giovanili ma che influenzerà molto la percezione dell’attività rivolta ai più piccoli nel volley: quella che dovrebbe abolire il vincolo sportivo che lega un giocatore alla società che lo ha tesserato. “Ho un po’ il timore che tutto questo possa scoraggiare qualche società più piccola – dice Marco Bonitta che con Ravenna punta molto sulla crescita di nuovi giocatori – . Non è solo il discorso economico ma anche poter lavorare con determinati numeri soprattutto per i maschi, dove il reclutamento non raccoglie le stesse quantità del femminile. Però nello stesso tempo penso che la qualità dei settori giovanili nella seconda fascia potrebbe alzarsi”. Che vuol dire in pratica? “Penso che chi è in grado di offrire una crescita tecnica di un certo livello catalizzerà sempre i migliori talenti. Il problema è mantenere le società sul territorio che facciano reclutamento perché è difficile che è un genitore si sobbarchi un lungo spostamento al primo tentativo del figlio in uno sport”.

Sono quindi diversi i fattori principali da tener presente. “Superata la fase del reclutamento, a 15-17 anni, i parametri devono essere ben chiari e corposi soprattutto per gli atleti lanciati verso l’alto livello, anche con uno strascico di due-tre anni. L’altro discorso riguarda la scadenza di luglio 2022. È più vicina di quanto non sembri: sarà retroattiva? Cioè sugli atleti che fanno 18 anni in quel momento? O partirà sui nuovi tesseramenti? È una differenza abbastanza sostanziale per chi ha investito” sottolinea Marco Bonitta. C’è chi, come Civitanova, sta già trasformando la propria filosofia: “Dall’anno scorso stiamo cambiando il nostro target – dice Beppe Cormio, direttore sportivo della Lube – lavorando sul territorio di Civitanova senza mollare Macerata e riducendo i ‘rinforzi’ esterni. Un ragazzo costa 8-9000 euro l’anno. Senza un Club Italia che dia spazio ai migliori e senza vincolo ci salviamo solo se ci saranno norme transitorie che ci permettano di riflettere. E non sto parlando di noi ma delle società più piccole”.