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Il Napoli di Francesco Calzona inizia a carburare e a mostrare la sua nuova identità. Lo aveva già fatto, in parte, contro il Barcellona, ma dato più importante aveva ritrovato entusiasmo e fame nella trasferta di Reggio Emilia. Qualcuno aveva giustamente fatto notare che rifilare sei gol a questo Sassuolo, privo di Berardi e di fatto senza allenatore, non era questa grande impresa. Specialmente dopo i pareggi contro Genoa e Cagliari, lo scetticismo stava avendo il sopravvento nell’ambiente della squadra campione d’Italia. Un atteggiamento legittimo e mio avviso giustificato. Calzona era stato chiamato infatti per mettere a posto le cose, partendo dal presupposto che la squadra possa ancora rincorrere un piazzamento utile per l’Europa.

Sarà difficile arrivare in zona Champions, anche perché il Bologna di Motta vola, vincendo gare anche difficili come quella di Bergamo. Ci sono poi la stessa Atalanta di Gasperini e la ritrovata Roma di Daniele De Rossi. Il Napoli però, facendo un filotto di vittorie, ha la possibilità di tenere a debita distanza Fiorentina e Lazio, puntando a entrare nel novero delle prime cinque. Quinto posto che come sappiamo potrebbe anche valere la prossima Champions League, ma non è ancora stato stabilito. Il dato più interessante è quello che riguarda il ritrovato attacco e in parte il gioco del Napoli.
Certo, come ha già detto Calzona in dieci giorni è difficile incidere e fare miracoli, ma i segni del ritrovato entusiasmo e della compattezza di gioco è già evidente. I giocatori hanno reagito per la prima volta dall’inizio di questa stagione come una squadra. Non bisogna infatti dimenticare che il largo successo ottenuto contro il Sassuolo è arrivato ancora una volta in rimonta. Quasi una costante per questo gruppo, che ha dalla sua la capacità di saper reagire, dopo aver ricevuto uno schiaffo. È già qualcosa, visto l’andazzo della stagione.

Purtroppo i danni causati dalla gestione Garcia e dal traghettatore Mazzarri ci sono, e probabilmente ci vorrà la prossima sessione di mercato per rinforzare davvero la rosa. Ed è stata una stagione anche sfortunata, considerando che per lungo tempo il Napoli ha dovuto rinunciare a entrambi i terzini sinistri, con il lungo stop di Olivera, con quello di Mario Rui e di Natan, con la Coppa d’Africa che ha tenuto fino alla fine Victor Osimhen lontano da Castel Volturno, come lo stesso Anguissa. Ci sono ancora problemi fisici per la squadra che potrebbe non avere oltre a Cajuste, anche Rrahmani, che è uscito anzitempo durante il match contro la Juventus di Allegri. 

Ma il Napoli di Calzona ha delle certezze, come il ritrovato Kvaratskhelia e soprattutto come Victor Osimhen, che contro i bianconeri ha sbagliato il rigore, ma che ancora una volta ha fornito una prestazione da vero leader. Inoltre vedere un giocatore come Kvaratskhelia segnare ed esultare in quel modo non può che essere un chiaro segnale per il suo futuro e senza ombra di dubbio per il suo presente.

La squadra che l’anno scorso fece l’impresa non c’è più, è tempo di andare avanti e di metabolizzare la cosa. Mancano infatti le alternative e quegli uomini che davvero hanno dato qualcosa in più. Non solo il difensore centrale Kim Min-Jae, ma anche altri elementi come Hirving Lozano, Elmas, lo stesso Gaetano, Zerbin. Con un po’ di accortezza possiamo sentire addirittura la mancanza di un’alternativa a centrocampo come quella di Ndombele.

La rosa è senza dubbio diversa, sicuramente meno ricca di alternative tattiche, anche se tra le new entry Cyril Ngonge e Hamed Traoré, hanno già mostrato le loro indubbie qualità. Aspettando Natan e Lindstrom, possiamo quasi certamente affermare che Cajuste non è il giocatore che ci aspettavamo di vedere, ma qualcosa di diverso, forse troppo acerbo per questa squadra con grandi ambizioni in campo nazionale ed europeo. Insomma, non è che ora Francesco Calzona abbia sistemato e risolto tutti i problemi, ma perlomeno stiamo vedendo come la squadra stia facendo di tutto per tornare su certi livelli. Dopo la brutta gara contro il Milan a San Siro, vincere contro la Juventus, seconda forza del campionato era tutt’altro che scontato.

La stagione del Napoli resta quindi appesa al filo del passaggio di turno in Champions League. Contro c’è uno dei tanti spauracchi del club e della squadra, vale a dire il Barcellona. Non ci sono precedenti positivi contro la formazione catalana, ma è anche vero che questo Napoli sta diventando una squadra imprevedibile e attrezzata per fare quel famoso upgrade, che in molti pensavano non potesse mai avvenire. Basti osservare i commenti dei tanti esperti, increduli di questa ultima vittoria contro la Juventus di Allegri. Eppur si muove, verrebbe da dire. Con un Kvaratskhelia così, sognare non è soltanto lecito, è addirittura obbligatorio!