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In Serie B può succedere veramente di tutto. Compreso riscoprirsi punta di razza dopo un’intera carriera ai margini della doppia cifra. Ne sa qualcosa Daniele Casiraghi, passato nel giro di una stagione, da un ruolo di comprimario, alle altitudini della classifica cannonieri. A un passo dal contendere realmente il titolo a navigati bomber della categoria.

D’altronde, del Südtirol si parla relativamente poco, specialmente adesso che ha perso lo status di matricola terribile, conquistato meritatamente a suon di statistiche eclatanti all’esordio in cadetteria: lo scorso anno, di questi tempi, i bolzanini si aggrappavano al sogno promozione, nella semifinale playoff poi persa contro il Bari. Quest’anno, invece, una delle squadre più divertenti del campionato 2022/23 ha avuto un mucchio di difficoltà a confermarsi, e s’è dovuta accontentare di un irregolare up and down, riuscendo comunque a conquistare una onorevolissima salvezza.

Una lunga gavetta

Effettivamente, la storia di Casiraghi – nemmeno lontanamente imparentato con Pierluigi, negli anni ’90, “nove” di Juventus, Lazio e Chelsea, oltre che della Nazionale – è simile a quella di tanti altri attaccanti, in grado di cominciare a segnare con una certa continuità solo in età avanzata. Al culmine di un lungo viaggio speso in Lega Pro, tra Tritium, Pro Patria e Gubbio, che forse gli ha un po’ allungato i tempi di maturazione. Senza trascurare l’incidenza negativa prodotta nel suo percorso professionale dal ritrovarsi sostanzialmente disoccupato in ben due circostanze: il fallimento del Parma e lo svincolo dall’Ancona.

Da cinque anni il 31enne originario di Treviglio (Bergamo) è parte integrante delle rotazioni nell’attacco degli altoatesini. Ma ci si è accorti davvero di lui in termini realizzativi solamente oggi. Che pare aver imparato a ottimizzare gli spostamenti tipici della “sottopunta”, acquisendo maggior consapevolezza nelle letture offensive, nonché nell’abilità di finalizzare situazioni di gioco negli ultimi sedici metri.

Che invece avesse le stimmate del predestinato, almeno in maglia biancorossa, lo testimonia la tendenza a farsi trovare smarcato sotto porta in occasioni importanti. Quando la sua squadra arrivava a fari spenti, da autentica underdog. Diventando l’uomo che ha fatto sognare i tifosi del Südtirol grazie al vizio dei gol pesanti. Classico appuntamento con il destino, che gli aveva permesso di essere già decisivo, firmando la doppietta contro la Triestina, sancendo la promozione in B. Per non farsi mancare nulla, l’aveva buttata dentro anche nel turno preliminare dei playoff, la passata stagione, con la Reggina, in quel frangente data per favorita.

Südtirol contesto ideale

Casiraghi s’è perso e ritrovato in virtù della capacità di saper aspettare. Ricostruendosi in maniera graduale, mentalmente e calcisticamente. Ora, trovato l’ideale contesto ambientale, raccoglie i frutti di questo lavoro, esprimendo per intero il suo potenziale.

Del resto, le sue caratteristiche ne mettono costantemente in risalto l’efficacia nella fase offensiva, consentendogli di propiziare potenziali opportunità da rete. Lui s’è rimesso in discussione, quando a dicembre la società, visti i continui sali e scendi nei risultati, ha esonerato Bisoli, sostituendolo con il tecnico della Primavera, Federico Valente.

Il Südtirol si è dovuto allineare alle idee del nuovo allenatore, che ha convertito il 4-4-2 in un sistema maggiormente ermetico. In questo scenario tattico, passando a una sorta di 3-5-1-1, Casiraghi si muove liberamente alle spalle di Odogwu o Merkaj.

Il numero 17, spesso decentrato a sinistra, con quel fisico compatto ed il baricentro basso (177 cm per 73 kg di peso forma), stringe al centro, imprimendo grande intensità e frequenza di passo nel portare palla col destro. Quindi, in “zona rossa”, palesa la sua indubbia imprevedibilità, scegliendo la giocata idonea: cercare l’assistenza oppure mettersi in proprio. Così da trasformandosi in una minaccia per i difensori della Serie B.  

Insomma, se è vero quell’adagio che sostiene sia naturale trovarsi a proprio agio in cadetteria soltanto dopo un giusto apprendistato, evidente che Casiraghi stia attraversando il momento migliore della sua carriera.   

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