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La regular season della serie A di basket è giunta al termine, vediamo chi ha rispettato o meno le aspettative.

VIRTUS BOLOGNA, 8.5

Fonte: Rete e internet

Aspettative: In linea

Migliore: Kyle Weems

Da rivedere: Kevin Hervey.

Valutazione

Il campionato della Virtus ha due fasi nettamente diverse, una di rodaggio, con sconfitte anche inattese ed una sfilza d’infortuni e contagi che hanno messo in discussione anche lo stesso Scariolo.

Dopo la Coppa Italia, conclusa con l’eliminazione per mano di Tortona, le Vu Nere hanno svoltato, complice anche l’arrivo di Hackett, più che di Shengelia.

L’arrivo dell’azzurro ha dato a Scariolo un nuovo equilibrio, ponendo un freno anche alla frenesia che aveva portato la Virtus ad essere la squadra che giocava più possessi a partita, spesso offrendo il fianco ad avversari in serata di grazia.

Unico dubbio: cosa manca per rivedere il vero Hervey?

Primo posto meritato, dunque, ora i playoff si annunciano insidiosi, con Venezia e la stessa Tortona, ostacoli da considerare nel cammino verso la finale.

OLIMPIA MILANO 7

Fonte: Rete e internet

Aspettative: In linea

Migliore: Nicolò Melli

Da rivedere: Malcolm Delaney

Valutazione

Sul campo c’è poco da eccepire, l’Olimpia ha ottenuto con relativa tranquillità il secondo posto, non riuscendo ad essere prima solo per i problemi di covid che ne hanno pregiudicato la gara alla Segafredo Arena.

Le rotazioni di Messina sono state più accorte, tanto lo spazio dato al nucleo italiano – Alviti su tutti – che ha garantito il rendimento richiesto.

L’abbassamento del voto è per il trattamento riservato a Moraschini, vittima di palese ingiustizia, e per la scelta di Grant e Daniels, quasi mai importanti per Messina.

Chiosa finale su Melli e Delaney: se l’azzurro si dimostra un professore a tutti i livelli, lo statunitense dovrebbe spiegare perchè si sia disconnesso totalmente dal contesto in cui, ancora, si trova.

GERMANI BRESCIA 9

Fonte: Rete e internet

Aspettative: Al di sopra

Migliore: Amedeo Della Valle

Da rivedere: Paul Eboua

Valutazione

Chapeau alla dirigenza della Leonessa.

Dopo una partenza traumatica, la soluzione più facile sarebbe stata quella di dare una sterzata in panchina; invece il club conferma la fiducia a coach Magro – migliore della stagione – ed al gruppo con cui aveva cominciato.

Il risultato è stata una stagione straordinaria che ha rappresentato il ritorno da MVP di Amedeo Della Valle; i biancoblu sono gli unici a non aver cambiato nulla dall’estate e John Brown è solo la ciliegina sulla torta.

BERTRAM TORTONA 8

Fonte: Rete e internet

Aspettative: Oltre

Migliore: JP Macura

Da rivedere: Jalen Cannon

Valutazione

Il mercato estivo ha portato a considerare la formazione di coach Ramondino come in piena corsa playoff già a settembre, vero, ma lo è altrettanto che il lavoro del coach irpino ha mescolato alla perfezione i nuovi con i reduci – parecchi – della promozione dalla A2.

La risposta del nucleo italiano è stata più che soddisfacente, con Mascolo arrivato in Nazionale e Tavernelli e Severini sempre più importanti nei minuti concessi loro da Ramondino.

Ecco perchè, alla fine, la Bertram è arrivata quarta.

REYER VENEZIA 6,5

Fonte: Rete e internet

Aspettative: Al di sotto

Migliore: Mitchell Watt

Da rivedere: Jeff Brooks

Valutazione

Una stagione nata male, con matasse non sbrogliate come Tonut e Daye e con l’equivoco playmaker.

Il secondo problema è stato risolto da Jordan Theodore, il cui arrivo ha portato ordine e leadership che erano mancate nella prima parte della stagione, coincisa con la mancata qualificazione alle Final Eight.

Il primo è stato accantonato.

Sulla carta la Reyer vale le prime tre posizioni, non ci è arrivata.

DINAMO SASSARI 6,5

Fonte: Rete e internet

Aspettative: In linea

Migliore: Gerald Robinson

Da rivedere: Jason Burnell

Valutazione

Una prima parte di stagione che sarebbe riduttivo definire deludente. Cavina era la scelta del disimpegno di Sardara, ma la rotta cambia quando si rende conto di non avere acquirenti.

In quel momento, il presidente ed il GM Pasquini comprendono la necessità di dare una sterzata: via Clemmons e Battle, dentro Kruslin e Gerald Robinson, cambio in panchina ed ecco Piero Bucchi, reduce dalla rocambolesca retrocessione con Cantù.

Un matrimonio, quello con il coach bolognese, che ha rappresentato la svolta ed ha trasformato un gruppo incapace di essere concentrato durante i 40′ in una squadra vera, con gerarchie ed idee.

Il risultato è una qualificazione all’ultimo secondo alle Final Eight ed un arrivo ai playoff sul quale in pochi avrebbero scommesso dopo le prime partite.

UNAHOTELS REGGIO EMILIA 9

Fonte: Rete e internet

Aspettative: Oltre

Migliore: Andrea Cinciarini

Da rivedere: Steve Thompson

Valutazione

Parti per la salvezza, ti ritrovi a fare i playoff ed una finale europea.

Aggiungiamoci le defezioni per infortunio di Diouf, Candi e – soprattutto – di Olisevicius, miglior marcatore della stagione.

Il tutto in un clima di scontro tra Caja e la società, destinati a separarsi a fine stagione.

Sugli scudi ci va “il Cincia”, arrivato ad una seconda giovinezza dopo gli anni in Olimpia: dopo oltre un decennio, si rivede una tripla doppia in campionato, la fa due volte lui, alla soglia dei 36 anni e con oltre 30′ di media nelle ultime settimane.

Meglio di così?

VL PESARO 7,5

Fonte: Rete e internet

Aspettative: Oltre

Migliore: Tyrique Jones

Da rivedere: Leo Demetrio

Valutazione

La stagione era partita in modo disastroso, con proclami di Aza Petrovic a cui erano succedute le sue dimissioni.

Luca Banchi eredita una compagine derelitta, arrivata anche alla contestazione pesante nell’immediato post partita contro Napoli. Da Napoli a Napoli, la VL si trasforma da comodo materasso a spina nel fianco, ottenendo anche vittorie importanti come quella ai danni dell’Olimpia Milano.

Merito di Banchi è anche la crescita esponenziale di Tyrique Jones, passato da mero corpo da mettere nel pitturato a chiaro candidato al premio Rookie of the Year, per non parlare della crescita di Moretti, oggetto misterioso in quel di Milano.

I playoff, 10 anni dopo l’ultima volta, rappresentano un premio che nessuno, a novembre, avrebbe mai pronosticato.

ALLIANZ TRIESTE 6

Fonte: Rete e internet

Aspettative: In linea

Migliore: Adrian Banks

Da rivedere: Sagaba Konate

Valutazione

Una prima parte di stagione per sognare, una seconda per ritornare alla realtà.

La svolta negativa della stagione dell’Allianz è senz’altro l’addio, per motivi familiari, del Lobito Fernández, anima della squadra insieme a quel Daniele Cavaliero che ha chiuso, ieri, la propria carriera.

Coach Ciani può comunque ritenersi soddisfatto, la squadra a sua disposizione, una volta perso il collante, aveva dato segnali molto negativi, come anche Ty-Shon Alexander, più che deludente il suo periplo giuliano dopo l’esperienza in Virtus.

L’arrivo di un profilo affidabile come Clark ha evitato ulteriori patemi, ma la stagione non passa oltre la sufficienza.

La domanda, però, resta: qual è la vera versione di Konate, tra quella dominante d’inizio anno e quella abulica vista per lunghi tratti di stagione?

NUTRIBULLET TREVISO 5

Fonte: Rete e internet

Aspettative: Al di sotto

Migliore: Giordano Bortolani

Da rivedere: Aaron Jones

Valutazione

Salva per demeriti altrui, a conclusione di una stagione iniziata con il piede sbagliato.

Affrontare una preparazione anticipata, i preliminari di BCL, il campionato e la stessa BCL – fino alle top 16 – con le rotazioni ridotte all’osso era un azzardo che la squadra avrebbe pagato caro nel momento cruciale della stagione.

Così è stato.

A farne le spese è stato il solo Max Menetti, lo stesso artefice del sesto posto dello scorso anno, ma sarebbe sciocco credere che la responsabilità fosse solo sua.

Le ultime parlano di Claudio Coldebella vicino ad assumere il ruolo di GM; dovesse essere ufficiale, sarebbe segno che la lezione è stata imparata.

HAPPYCASA BRINDISI 4,5

Fonte: Rete e internet

Aspettative: Al di sotto

Migliore: Nick Perkins

Da rivedere: Nick Perkins

Valutazione

Stagione deludente sotto tutti i punti di vista per l’HappyCasa, partita con grandi ambizioni, sia in ambito nazionale che europeo.

La qualificazione alle Final Eight, arrivata in extremis, non compensa le tante prestazioni deficitarie offerte, al punto che il presidente Marino ha offerto il biglietto gratis per la gara successiva agli sfortunati spettatori della gara con Holon.

Senza contare il clamoroso buco nell’acqua che risponde al nome di Myles Carter, l’energia dei ragazzi di Frank Vitucci si è esaurita anzitempo, all’unisono con quella di Perkins, migliore dei suoi, ma troppo condizionante per il gioco.

Anche l’arrivo di Harrison e Gentile non ha spostato l’asse.

Ci si aspettava una conferma ai vertici, è arrivata una rovinosa caduta.

Parola d’ordine: ricostruire.

OPENJOBMETIS VARESE 6

Fonte: Rete e internet

Aspettative: In linea

Migliore: Marcus Keene

Da rivedere: La gestione

Valutazione

La sufficienza arriva grazie al gran lavoro svolto da Johan Roijakkers. Al netto della follia che ne ha concluso l’esperienza varesina, il tecnico olandese ha l’indubbio merito di aver rivitalizzato la squadra sovvertendo le gerarchie e dando minuti veri ai giovani come Librizzi e Virginio.

Da contraltare fa la gestione da parte della società: durante il corso Vertemati è mancata la figura autorevole che riuscisse a far rientrare le scintille sorte tra i vari giocatori, l’addio di Egbunu è emblematico in questo senso.

Per concludere, la sterile diatriba con Gentile: si può benissimo pensare che non sia un giocatore adatto, ma i panni sporchi – caro Bulgheroni – si lavano sempre in casa, specialmente quando si è dirigenti.

DOLOMITI ENERGIA TRENTO 5

Fonte: Rete e internet

Aspettative: Al di sotto.

Migliore: Diego Flaccadori

Da rivedere: Jonathan Williams

Valutazione

L’ultimo anno da GM di Trainotti – andrà a lavorare in federazione – si chiude con una salvezza arrivata con più di qualche patema ed una stagione buona solo per un terzo.

Data per persa anzitempo l’Eurocup, nonostante arrivare ai playoff non fosse così difficile, la squadra di Lele Molin ha puntato forte sulla competizione domestica, tuttavia la scelta ha pagato solo fino ad inizio 2022, con qualificazione alla Coppa Italia inclusa.

Già nelle ultime battute del girone d’andata, la propulsione bianconera era esaurita, complice un roster troppo limitato nelle rotazioni per poter mantenere l’ottima classifica della prima parte della stagione.

Appena 4 vittorie nel girone di ritorno sono un bottino che non può valere la sufficienza.

Forse, con una rotazione più ampia, anche il talento dei vari Jordan Caroline e Cam Reynolds sarebbe emerso con maggior forza.

GEVI NAPOLI 5.5

Fonte: Rete e internet

Aspettative: In linea

Migliore: Andrea Zerini

Da rivedere: Arnas Velicka

Valutazione

Certo, la salvezza è arrivata, ma non tranquilla come nei programmi societari.

È servita l’impresa del PalaDozza per far passare la paura, fomentata da qualche errore dovuto al noviziato, come aver esaurito i visti già a novembre.

Una frenesia, questa, che si riflette in campo: nella profonda crisi cominciata sotto Natale, la GeVi perde tante, troppe partite sul filo del rasoio per mancanza di lucidità, arrivando all’esonero di Sacripanti – votato miglior allenatore nel girone d’andata – le cui modalità sono state discutibili.

Sacripanti, l’uomo del sogno cullato per lunghi tratti del girone d’andata, quando le Final Eight sembravano alla portata, viene sostituito da Buscaglia.

Il coach ex Trento è colui che salva Napoli dall’incubo di dover ripartire dalla categoria inferiore.

Ora viene il momento di consolidarsi.

FORTITUDO BOLOGNA 3

Fonte: Rete e internet

Aspettative: Al di sotto

Migliore: Robin Benzing

Peggiore: La società

Valutazione

Oltre al danno, la beffa.

Cercare responsabili in campo della pessima stagione appena conclusa sarebbe solo un’offerta di capri espiatori.

La realtà è che questo epilogo viene da lontano e dall’alto, da una dirigenza che non solo ha preso in giro una piazza, ma ha anche avuto il barbaro coraggio di tacciare d’ingratitudine una protesta giunta al termine di mesi e mesi di complice omertà.

La tifoseria più calda d’Italia è stata presa a schiaffi da chi avrebbe dovuto farne gli interessi, prima ancora che dagli avversari.

Sul campo, subito le dimissioni di Repesa, sostituito da Martino a cui è stato affidato il compito di guidare in porto una nave senza vele e senza remi.

Il tecnico molisano ci ha provato, sul mercato ha tentato tutte le strade possibili, stravolgendo il roster (solo Benzing e Groselle sono rimasti degli stranieri firmati in estate) per renderlo più simile alle sue idee di basket, ma ha combattutto contro i mulini a vento.

La gestione di Procida ha del peccaminoso, non si può limitare così tanto un talento in ascesa con prospettive NBA per far posto a giocatori ormai al crepuscolo della loro carriera.

Ma il problema resta sempre a monte, personificato in chi ha fatto campagna abbonamenti in pandemia, chiedendo addirittura di pagare il biglietto agli abbonati in questa stagione; in chi si è seduto a trattare con una cordata che includeva un soggetto radiato per illecito sportivo, in chi si è riempito la bocca della parola “fortitudinità” mentre, allo stesso tempo, ne faceva scempio.

Capolinea per la premiata ditta, con oltre 5 milioni di debiti sul groppone. Qualcuno liberi la Effe.

VANOLI CREMONA 5.5

Fonte: Rete e internet

Aspettative: Al di sotto

Migliore: Andrea Pecchia

Da (non) rivedere (mai più): Jalen Harris.

Valutazione

Una retrocessione all’ultimo posto non può valere una sufficienza, ma vanno comunque tenuti in conto diversi fattori non dipendenti dalla volontà di allenatore e dirigenza.

Certo, alcune dichiarazioni di coach Galbiati hanno inasprito l’ambiente, ma la realtà dice che la Vanoli non ha mai potuto contare sul roster che aveva disegnato in estate.

Highsmith, uno dei fiori all’occhiello del mercato estivo, ha presto salutato la compagnia, allettato dalle sirene di Philadelphia; il suo sostituto Malcolm Miller ha avuto una lunga serie di problemi fisici che l’hanno portato ad abbandonare la nave biancoceleste.

Aggiungiamoci anche le condizioni sempre preacarie – a dir poco – di Jamuni McNeace e la frittata è fatta.

Le varie operazioni in entrata non hanno mai avuto l’obiettivo di migliorare la squadra come primario, serviva tappare le falle che continuamente si aprivano nello scafo biancoceleste, nonostante il rendimento altissimo degli italiani, su tutti Pecchia e Spagnolo (ma bene anche Cournooh).

Il grave errore è stato Jalen Harris: le sue cifre ai Toronto Raptors facevano sperare in un salto di qualità, tuttavia non era secondario il fatto che le avesse messe insieme quando le partite erano già in ghiaccio.