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Matteo Berrettini è certamente uno dei giocatori del circuito ATP che meglio si esprimono sull’erba.

E’ sufficiente guardare i numeri per capire che la superficie verde è il suo elemento. Il 26enne romano ha infatti una percentuale di vittorie dell’82% sull’erba. Questo dato lo pone al quarto posto della speciale classifica, dietro solo a Roger Federer (87%), Novak Djokovic (85%) e Andy Murray (83%).

E pensare che il suo esordio sull’erba è avvenuto solo nel 2019, quando era ancora n.30 del ranking mondiale. Quell’anno ‘The hammer’ vinse l’ATP 250 di Stoccarda battendo, tra i tanti, anche Kyrgios e Auger-Aliassime. Spostatosi in Germania, esordisce sull’erba tedesca di Halle, dove viene sconfitto in semifinale dal belga David Goffin. Grazie all’avanzamento in classifica, si presenta per la prima volta a Wimbledon da n.20 del mondo. Qui riesce a spingersi fino agli ottavi di finale dove, nel Tempio del tennis, si trova davanti il suo idolo Roger Federer. Matteo non può niente contro Re Roger, che lo annienta per 6-1, 6-2, 6-2.

Da quell’incontro indimenticabile, Berrettini perderà solo una partita sull’erba, quella contro Novak Djokovic a Wimbledon 2021. Prima di approdare al Major inglese, quello stesso anno ha conquistato il ‘500’ del Queen’s, in cui si presentava per la prima volta. Il terzo titolo sull’erba arriva quest’anno, a Stoccarda, dove viene per la seconda volta in carriera. Qui Matteo è arrivato dopo tre mesi di stop dovuti ad una piccola operazione alla mano destra. Al suo rientro sui campi da tennis, ha trionfato nel 250 tedesco battendo in finale l’ex numero 1 Andy Murray.

Il tennista italiano non eccelle solo sull’erba, considerando che la sua versatilità gli ha permesso di conquistare altrettanti titoli sulla terra rossa. Nel lontano 2018 si aggiudicò lo Swiss Open a scapito dello spagnolo Roberto Bautista Agut, mentre l’anno seguente ha sconfitto il serbo Filip Krajinovic nella finale di Budapest. Per finire, nel 2021 ha vinto sul russo Aslan Karacev nell’atto finale del Serbia Open.

Alla luce degli incredibili risultati ottenuti da Matteo Berrettini sull’erba, il coach di Simona Halep, Patrick Mouratoglou, ha elogiato le prodezze dell’italiano.

“È bello rivedere Matteo Berrettini per la stagione sui campi in erba dopo l’operazione al polso subita a marzo. Sono entusiasta del suo ritorno. Credo che sarà una vera e propria minaccia per i migliori giocatori, soprattutto sull’erba, grazie al suo stile di gioco potente e alla sua capacità di tenere i punti corti”.

L’ex allenatore di Serena Williams ha poi lanciato un monito a tutti coloro che abbiano la sfortuna di incontrare il romano in campo, spiegando 3 motivi per evitare l’azzurro sull’erba.

Primo, ha un grandissimo servizio. Non è solo potente, ma anche super preciso. Sull’erba è ancora più difficile da rispondere e ciò consente a Matteo di vincere molti punti gratuiti. In questo modo i suoi avversari sono costretti a vincere i loro game di servizio”.

Secondo, il suo dritto è uno dei più grandi del circuito. Avere un’arma come questa permette a Matteo di tenere i punti corti, il che è fondamentale sull’erba. Nei suoi game di servizio, se la risposta torna indietro, Matteo trova il suo dritto e cerca di mettere in fuga l’avversario o di colpire un vincente”.

Terzo, ha uno slice efficace. Sebbene il rovescio sia il suo colpo più debole, Matteo ha sviluppato un ottimo slice, ideale sull’erba. Lo usa per costringere gli avversari a colpire verso l’alto, dandogli più opportunità di attaccare con il dritto”.

“L’anno scorso– conclude Mouratoglou – Matteo ha raggiunto la sua prima finale del Grande Slam a Wimbledon. A mio parere, se il polso regge bene, credo che riuscirà a raggiungere nuovamente la seconda settimana” .